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pubblicato il 27/nov/2013 13:43

Regioni: Istat, tra 2009 e 2012 grave recessione al Sud (Pil -3,8%)

Regioni: Istat, tra 2009 e 2012 grave recessione al Sud (Pil -3,8%)

(ASCA) - Roma, 27 nov - Tra il 2009 e il 2012 il Mezzogiorno ha registrato una grave recessione, con una diminuzione del Pil del 3,8%, dell'occupazione del 3,4% e dei consumi del 4,6%. Lo rivela il report dell'Istat sui conti economici regionali tra il 2010 e il 2012, da cui si apprende che anche Al Centro si registrano cali generalizzati, ma di intensita' piu' contenuta: nel triennio il Pil e' diminuito dell'1,2%, l'occupazione del 2,2% e i consumi del 2,4%.

Le regioni del Nord segnano una dinamica del Pil lievemente positiva con una crescita dell'1,8% nel Nord-ovest e dello 0,9% nel Nord-est. Tuttavia l'occupazione evidenzia risultati negativi, con un calo piu' marcato nel Nord-ovest (-1,5%) rispetto al Nord-est (-0,8%) e anche per i consumi si registra una diminuzione dell'1,3 nel Nord-ovest e del 2,4% nel Nord-est.

Bolzano e Lombardia mostrano i tassi piu' elevati di crescita del Pil, con incrementi rispettivamente del 3,1% e del 2,5%. Nel primo caso si osserva anche un aumento dell'occupazione (+2,2%), che invece segna un calo dell'1,2% in Lombardia. Le altre regioni che presentano dinamiche positive del Pil in volume nel triennio sono Piemonte (+1,8%) ed Emilia-Romagna (+1,5%) a fronte di una riduzione dell'occupazione dell'1,2% e dell'1,3%. Nel Nord il risultato peggiore e' della Liguria, con marcate riduzioni del Pil (-2,4%) e dell'occupazione (-3,7%), a cui si accompagna un forte calo dei consumi delle famiglie (-6,2%).

Nelle regioni del Centro, il calo dell'occupazione e' quasi sempre maggiore di quello medio nazionale, con l'eccezione del Lazio (-1,6%). Sui consumi, l'Umbria segna la contrazione piu' marcata (-5%).

Nel Mezzogiorno, i risultati peggiori riguardano Molise (-5,9%) e Sicilia (-5,3%). Quest'ultima mostra anche una forte caduta dell'occupazione (-6%) inferiore solo a quella della Basilicata (-6,5%). La Puglia registra cali relativamente piu' contenuti sia del Pil (-2,7%) sia dell'occupazione (-1,9%), nonostante i consumi finali siano caduti del 6,1%. Il contributo del settore agricolo risulta negativo ovunque, soprattutto in Umbria (-0,8 punti percentuali), nelle Marche, in Piemonte e a Bolzano (-0,6 punti).

Anche l'apporto dell'industria e' negativo in tutte le regioni, ad eccezione di Valle d'Aosta (+0,5 punti), Piemonte (+0,4 punti percentuali) e Abruzzo (+0,2 punti). Tra le regioni con i contributi negativi dell'industria piu' ampi si segnalano Veneto e Liguria (entrambe -1,6 punti percentuali), Basilicata (-2,1), Sardegna (-2,2), Toscana (-2,6) e Marche (-4). Il settore delle costruzioni ha fornito contributi positivi alla dinamica dell'occupazione solo a Bolzano e in Abruzzo (+0,6 punti percentuali). Ampi contributi negativi si registrano per le altre regioni del Mezzogiorno: Campania (-1,6 punti), Calabria e Sicilia (entrambe -1,7 punti), Basilicata (-1,9) e Sardegna (-2,1).

Il settore dei servizi ha concorso in modo piu' diversificato alla dinamica occupazionale delle regioni italiane. Si osservano contributi positivi superiori al punto percentuale per Bolzano, Marche, Sardegna, Veneto Toscana e Valle d'Aosta. All'opposto, l'apporto risulta negativo e superiore al punto percentuale in Piemonte, Liguria, Trento, Molise, Basilicata e Sicilia.

In Molise (+0,3 punti percentuali) e Basilicata (+0,2) il settore agricolo e' stato l'unico a fornire un apporto positivo, attenuando la caduta complessiva dell'attivita'. Il contributo dell'agricoltura e' risultato positivo anche in Piemonte (+0,1 punti percentuali) mentre e' stato particolarmente negativo nella provincia di Bolzano (quasi mezzo punto percentuale) e in Puglia e Calabria (-0,3 e -0,2 punti). L'industria e' quella che invece ha fornito il piu' ampio contributo positivo nella prevalenza delle regioni italiane, in particolare in quelle del Nord; Emilia-Romagna e Piemonte registrano apporti di questo settore alla crescita complessiva, rispettivamente pari a 2,7 e 2,5 punti percentuali. Il contributo risulta negativo in sei regioni, tra cui spiccano Sardegna (-1,4 punti) e Liguria (-1,3 punti). Contributo negativo anche dalle costruzioni, con punte di -2 punti percentuali in Sardegna e -1,6 punti in Calabria e Sicilia. Solo in Abruzzo (+0,3 punti) e Piemonte (+0,1 punti) l'apporto e' risultato positivo.

Infine il settore dei servizi ha concorso in maniera molto differenziata alle dinamiche dell'attivita' delle regioni italiane. A fronte di un contributo medio di +0,2 punti percentuali si registrano apporti positivi di ampiezza significativa in Provincia di Bolzano (2,9 punti percentuali), Lombardia (1,7 punti) e Toscana (1,3).

red/rus

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