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pubblicato il 02/gen/2013 08:46

Regioni: Errani, nel 2013 ci aspettano tre grandi sfide (Intervista)

Regioni: Errani, nel 2013 ci aspettano tre grandi sfide (Intervista)

(ASCA) - Roma, 2 gen - Rinnovare il patto per la salute con il Governo. Portare avanti ulteriormente una profonda autoriforma delle Regioni per promuovere efficienza ed onesta'. Rafforzare la collaborazione con le amministrazioni centrali e con le amministrazioni locali per governare bene l'Italia. Sono le tre sfide che attendono le Regioni nel 2013. Lo spiega in un'intervista all'ASCA il presidente della Conferenza delle Regioni e della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani.

D. - Tra tagli e autoriforme che anno e' stato per il sistema delle Regioni?.

R. - Un anno difficile, nel quale si e' aperta una fase nuova che ha ridato credibilita' allo sforzo del nostro paese di uscire dall'impasse e di riconquistarsi un ruolo in Europa.

Regioni e Autonomie sono state protagoniste di questo sforzo ma ci sono questioni aperte e non risolte molto serie. La sostenibilita' del Ssn messa in crisi da tagli lineari calati dall'alto. Il sistema della mobilita' per il quale si sono presi impegni non pienamente rispettati. Su questi punti e' mancata la leale collaborazione che deve esserci fra istituzioni e una risposta seria ai cittadini dovranno darla il nuovo Parlamento e il nuovo governo.

D. - Il costo del sistema sanitario rischia di diventare insostenibile, cosa fare?.

R. - Le Regioni lo hanno detto all'unanimita': bisogna fermare i tagli e fare il Patto per la salute. La sanita' e' il comparto che piu' ha dato in questo sforzo anti-crisi e i cittadini lo sanno, non puo' essere spremuto ulteriormente.

Ora occorre mettere uno stop e mettersi seduti al tavolo: Governo e Regioni hanno un grande compito, dimostrare che qualita' e universalita' dei servizi vanno d'accordo con la sostenibilita' della spesa, con scelte moderne e appropriate, che confermino un buon grado di coesione sociale. Lotta agli sprechi, nuovi Lea, appropriatezza: sono tutte battaglie che vanno portate avanti con serieta' e rigore, a partire - insisto - da un corretto finanziamento dei servizi ossia dal rinnovo del Patto per la salute, altrimenti si fanno discorsi e promesse a vuoto. Altri modelli poi, mutualistici e privatistici - si dica la verita' agli italiani - sono piu' costosi e meno efficienti anche nelle esperienze concrete riportate dall'Oms e dall'Ocse.

D. - Anche milioni di pendolari rischiano di vedere ridotti i servizi a causa dei tagli al Tpl?.

R. - Ci sono scelte che non possono essere rinviate.

Occorrono riforme e investimenti appropriati per non lasciare nessuno a piedi e aiutare la ripresa. E ci sono tagli tali da mettere in difficolta' un comparto che e' strategico per il lavoro, per lo sviluppo sostenibile, per nuove filiere industriali. Al contrario occorre programmare al meglio risorse che sono scarse, fissare priorita', mettere ai primi posti le esigenze dei territori, pensare all'Italia di domani. Anche qui ci vuole collaborazione: Governo, Regioni e Autonomie assieme debbono darsi una strategia ragionevole e intelligente, e il trasporto pubblico locale va considerato una risorsa essenziale per la vita delle citta' e per un paese che funziona.

D. - Il processo federalista ha subito un rallentamento e si mette in discussione il potere assunto dalle regioni dopo la riforma del Titolo V. Da dove bisogna ripartire?.

R. - Penso si debba partire dalla Repubblica, una e indivisibile, come dice la nostra Costituzione. E dall'esigenza di governare questo paese senza populismi e senza vuota propaganda. Anche il tema dell'autonomia dei territori va coniugato con i temi della partecipazione democratica e dell'efficienza delle scelte.

Vanno valutate assieme le cose piu' utili e piu' giuste e cambiare eventualmente le cose che non funzionano. Ma resto dell'idea che il tema dell'autogoverno delle comunita' locali possa fare del bene anche in questa fase di crisi. Pensiamo a come sono state gestite localmente molte crisi aziendali.

Pensiamo all'applicazione degli ammortizzatori in deroga (anche con risorse regionali) che ha salvato tanti posti di lavoro. Inoltre ritengo che nuove politiche di sviluppo, che il prossimo Governo dovra' assolutamente rilanciare, non potranno che partire da quanto fatto nelle migliori esperienze delle Regioni in materia di ricerca, formazione, sostenibilita', prodotti ed industrie legate al territorio.

D. - Siamo vicinissimi alle elezioni politiche, quale sara'' la priorita' del 2013 per le Regioni?.

R. - La priorita' e' aprire una stagione nuova che ci faccia voltare pagina. Indico tre sfide che verificheremo nel 2013.

Difendere la sanita' per tutti rinnovando il Patto per la salute con il Governo. Portare avanti ulteriormente una profonda autoriforma delle Regioni per promuovere efficienza ed onesta'. Rafforzare la collaborazione con le amministrazioni centrali e con le amministrazioni locali per governare bene l'Italia.

rus/sam/

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