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pubblicato il 07/gen/2014 10:31

Regioni: Brega, 2013 anno traumatico ma anche spartiacque su costi

Regioni: Brega, 2013 anno traumatico ma anche spartiacque su costi

(ASCA) - Roma, 7 gen 2014 - ''Il 2013 e' stato un anno spartiacque. Le drastiche misure di riduzione dei costi degli apparati delle Regioni approvati sul finire del 2012 sono entrate in vigore a partire da gennaio 2013, riduzione il numero dei consiglieri, delle indennita', delle risorse disponibili per i gruppi consiliari, delle spese tout court.

Parliamo di numeri di una certa consistenza tutti verificabili e pubblici''. Cosi', in un'intervista all'ASCA, Eros Brega, presidente del Consiglio regionale dell'Umbria e Coordinatore della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome.

D. - Quali sono stati i punti di forza del lavoro della Conferenza nel 2013 e quali gli obiettivi per il 2014'?. R. - Il 2013 e' stato per le Regioni un anno difficilissimo, oserei dire traumatico; forse il piu' difficile dei quarant'anni di vita delle Istituzioni regionali. Nel contesto di un Paese alla prova con la crisi economica e politica piu' drammatica dal dopoguerra ad oggi sono emersi fatti gravissimi in merito alla gestione dei denari pubblici che hanno portato l'opinione pubblica ad una condanna senza appello di tutta una classe dirigente. Non credo che in questi frangenti si possa andare per il sottile, ci sono stati fatti molto gravi, molti dei quali devono ancora essere accertati. In ogni caso si e' consumata una frattura. Quel mondo li' non esiste piu' e non puo' esistere piu'. Quello che pero' oggi possiamo dire e' che sulle Regioni si e' scatenata una vera caccia alle streghe, come simulacro di un malessere sociale che abbia bisogno di trovare il proprio capo espiatorio. Prova ne e' il fatto che si sia continuato a sostenere dati e numeri sulle spese istituzionali delle Regioni del tutto fasulli, senza dare mai conto di quanto sia stato fatto. In questo anno abbiamo lavorato molto per dare attuazione al famoso decreto Monti, in piena collaborazione con la Corte dei Conti che si sta stabilizzando quale soggetto posto a controllo dell'utilizzo delle risorse spese dalle Regioni in un quadro tutto nuovo rispetto al passato.Su questo la Conferenza si e' spesa moltissimo quale interlocutore istituzionale sia con la stessa Corte sia con il Governo, in una nuova dimensione del sistema dei controlli che la Corte dei conti sta costruendo d'intesa con noi. Credo sia un primo passo importante per guardare al futuro in modo costruttivo. A tal proposito stiamo mettendo a punto una iniziativa di cui vi daremo conto nelle prossime settimane.

D. - Nell'incontro stampa di fine anno ha dichiarato ''le Assemblee regionali sono pronte a fare la loro parte''.

Nell'attuale contesto storico-economico, cosa significa in concreto'?.

R. - Stiamo cercando di disegnare un nuovo assetto della rappresentanza regionale che naturalmente non puo' che vedere protagoniste le Assemblee. E' un passaggio obbligato anche alla luce della cronaca istituzionale degli ultimi anni, dei cambiamenti che saranno introdotti con la fine del bicameralismo perfetto, con un ruolo diverso delle Regioni sul piano del governo dei territori. Come ha sottolineato lo stesso Presidente della Repubblica nel discorso di fine anno, siamo ad un cambio di pelle del sistema democratico in Italia. Dobbiamo fare molta attenzione.

D. - Per puntare sul Made in Italy e' piu' importante proporre prodotti e/o progetti innovativi oppure incrementare accordi sovra-regionali a tutela'?. R. - Il made in Italy e' e deve essere sia uno spazio di cooperazione tra territori, sulla base di dinamiche che non sono legate necessariamente da una contiguita' territoriale in senso fisico anche secondo una logica sovranazionale di distretti in stretta collaborazione tra loro, sia uno spazio di sviluppo del tessuto imprenditoriale che non puo' che nascere dal basso, da dove si consolidano le identita' che uniscono tradizione e innovazione. A questo proposito diventa dirimente per le politiche di innovazione una gestione strategica dei fondi europei. Ho accolto con molto favore la necessita' di rivisitare la filiera procedurale che porta le Regioni all'utilizzo di questi fondi. Anche in questo senso credo sia messo a punto un nuovo modello di gestione interregionale da cui non si potra' piu' prescindere.

D. - Per combattere il fenomeno della ludopatia quali correttivi possono essere adottati a livello di legislazione locale'?. R. - Sulla ludopatia molte Regioni hanno adottato una legislazione regionale rafforzata. Siamo stati proprio noi, come Conferenza dei presidenti, nelle settimane scorse tra i primi a gridare allo scandalo per le misure inserite nel cosiddetto ''salva Roma'' poi concellate dal Parlamento in seconda battuta. La legislazione regionale, laddove adottata, e' innovativa; occorre mettere in rete un buon monitoraggio costruendo banche dati che consentano di vigilare, avere il polso della situazione ed intervenire con correttivi ed adeguamenti in stretta sinergia con il legislatore nazionale.

D. - Le priorita' che la vedono coinvolto su scala nazionale, sono le stesse anche per l'Umbria o la regione ha emergenze diverse dal resto del Paese'?. R. - Le emergenze dell'Umbria sono le stesse dell'Italia: la mancanza di lavoro, la crisi economica che e' anche crisi sociale, le vertenze sindacali in atto. L'Umbria sta vivendo, come il resto del Paese, uno dei periodi piu' critici del dopoguerra per il protrarsi di un'incertezza economica che sta aumentando il divario tra le classi sociali e sta facendo emergere una situazione di difficolta' senza precedenti. Ho trovato molto stimolante l'intervento del Capo dello Stato quando, nel discorso di fine anno, ha invitato gli italiani, e quindi anche gli umbri, ad avere coraggio. Gli umbri sono una popolazione che nel momento del bisogno sa tirare fuori il coraggio e fare squadra per superare le difficolta'. Ne abbiamo avuto ampio esempio in passato. Sono certo che l'impegno corale per affrontare quest'emergenza economica-sociale sapra' ripagare il nostro territorio e le sue famiglie.

D - ''Perugia2019 con i luoghi di San Francesco'' puo' ipotizzare di assicurarsi il titolo di capitale europea della cultura quando una infrastruttura fondamentale come l'aeroporto, che garantisce quella accessibilita' fondamentale a livello extranazionale, non e' ancora decollata'? Forse per scarso impegno delle istituzioni'?. R. - L'Umbria ha il grande vantaggio di trovarsi in una posizione strategica lungo lo ''Stivale'' che le consente di avere, insieme ad altri requisiti fondamentali, tutte le carte in regola per assicurare a ''Perugia 2019 con i luoghi di San Francesco'' il titolo di capitale europea della cultura. Quanto all'aeroporto, gli sforzi protratti nel tempo per il potenziamento dell'infrastruttura e la sempre maggiore preferenza accordata dai turisti allo scalo umbro, fanno ben sperare per nuovi significativi risultati verso un'utenza sempre piu' numerosa.

red/sat/

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