sabato 21 gennaio | 12:04
pubblicato il 24/lug/2013 16:28

Regioni: a rischio diritto a studio universitario, ritirare emendamento

(ASCA) - Roma, 24 lug - La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome consegna oggi al Governo, durante la Conferenza Stato-Regioni, un documento sui problemi relativi all'emendamento approvato dalla Camera dei Deputati che introduce nuove norme in materia di diritto allo studio universitario. L'emendamento, dicono dalle regioni, e' da ritirare in quanto ''crea le condizioni per una confusione normativa e di gestione, tale da mettere a rischio le attuali garanzie che gli studenti hanno finora riconosciute''. Le nuove norme introdotte, infatti, oltre ad invadere la competenza esclusiva delle Regioni in materia, comportano due distinti sistemi di diritto allo studio, quello ''ministeriale'' e l'altro ''regionale'', con un doppio canale di finanziamento, facendo credere che ci siano piu' risorse quando in realta' ce ne sarebbero meno. Il nuovo canale di diritto allo studio abbozzato nel ''Decreto del Fare'' viene finanziato con una quota del ''Fondo di Finanziamento Ordinario'' spettante alle universita' per 274 milioni di euro. Cosi' si ottiene un doppio effetto negativo: da una parte si toglie alle universita' una parte dell'FFO appena e faticosamente riconquistato, dall'altra si sancisce la deresponsabilizzazione finanziaria dello Stato in materia di DSU, dato che risorse del Fondo statale per il diritto allo studio per l'anno 2014 sono pari a zero. Per concludere, spiegano le regioni, ''e' il 'preconcetto' dietro l'emendamento ad essere sbagliato. Il diritto allo studio non puo' ridursi ad un bancomat, cioe' alla sola erogazione monetaria delle borse di studio, ma si tratta di un sistema di servizi ed investimenti (alloggi, mense, strutture dedicate) che le Regioni portano avanti da anni, anche con fondi propri, per garantire che il diritto allo studio sia un effettivo diritto di cittadinanza per tutti gli studenti''. Per questo, concludono le regioni ''chiediamo al Governo di attivarsi per il rifinanziamento del Fondo statale per le borse di studio per i prossimi anni e per terminare il percorso di riforma del sistema del diritto allo studio disegnato dal decreto legislativo 68''.

red/rus

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