martedì 24 gennaio | 16:17
pubblicato il 22/set/2014 17:28

Regione Piemonte, il legale di Reschigna: ''Mai speso una lira per se'''

(ASCA) - Torino, 22 set 2014 - L'ex capogruppo regionale Pd Aldo Reschigna non ha mai speso ''una lira'' del gruppo consiliare per se'. Cosi' il suo avvocato Enrico Grosso nell'udienza di questa mattina davanti al gup sui rimborsi facili alla Regione Piemonte. Prima di lui il pm Enrica Gabetta ha ribadito le ragioni che hanno portato, dopo l'avvio delle indagini, la procura di Torino a chiedere l'archiviazione per i 16 consiglieri in questione , oltre che per i due eletti nelle liste del movimento 5 stelle Davide Bono, e Fabrizio Biole' - che ha poi abbandonato i grillini - che invece sono definitivamente usciti dall'inchiesta: si tratta, ha spiegato il pm nell'udienza a porte chiuse, di episodi di entita' piu' modesta rispetto a quelli per cui sono stati processati gli altri 42 (4 condannati con rito abbreviato, 14 patteggiamenti e 24 rinvii a giudizio), che in qualche modo sono complementari all'attivita' istituzionale per cui sono ammessi i rimborsi - si tratta soprattutto di pranzi e consumazioni -, e nei quali l'elemento soggettivo non appare comunque diretto al beneficio personale. La posizione piu' delicata riguarda certamente Aldo Reschigna, all'epoca capogruppo dei Pd, e in quanto tale responsabile anche degli eventuali comportamenti irregolari dei suoi consiglieri rispetto alla gestione del denaro, e oggi assessore al bilancio della Regione, uomo di punta della squadra di Chiamparino. Il suo legale ha sottolineato con forza il comportamento rigoroso del suo assistito, oltre che collaborativo con la giustizia. Reschigna, ha sostenuto il suo difensore, ha utilizzato i pranzi che gli sono stati contestati come strumento di lavoro, necessari ad incontrare altre persone impegnate a livello politico e istituzionale e quindi con poco tempo a disposizione, sempre con importi minimi (''massimo 30 euro''). Quanto alle cene natalizie per complessivi 1500 euro Grosso ha spiegato che sono state cene offerte dal gruppo consiliare del Pd ''come ringraziamento'' ai collaboratori esterni che avevano continuato a lavorare gratis dopo i i tagli ai finanziamenti dei gruppi. Mentre i regali di natale ''li ha sempre pagati di tasca sua'', ha aggiunto. A Reschigna vengono anche contestati 3400 euro di panini, serviti a rifocillare, per due anni, il gruppo, ha spiegato il difensore, nelle riunioni che si sono protratte durante l'ora di pranzo. Infine, alcune notti in albergo che ''hanno fatto risparmiare pero' il viaggio in aereo, consentendo di prendere un biglietto del treno piu' a buon merato''. ''Il consigliere Reschigna non si e' mai intascato una lira'', ha sintetizzato il suo avvocato. A lui vengono contestati circa 9400 euro di spese. Complessivamente sono 50 i consiglieri regionali della scorsa legislatura gia' condannati o ancora coinvolti nell'inchiesta, compreso l'ex presidente Roberto Cota. I rinvii a giudizio sono stati fissati per il 21 ottobre. eg/dsk

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