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pubblicato il 30/mag/2015 18:13

Regionali-primarie per centrodestra, Cav e rischio esplosione Fi

Sfida con Lega e la soglia psicologica del 10%. Occhi su Puglia

Regionali-primarie per centrodestra, Cav e rischio esplosione Fi

Roma, 30 mag. (askanews) - Le speranze sono tutte affidate a due regioni, Campania e Liguria. Ma, paradossalmente, per capire il futuro di Forza Italia bisognerà guardare soprattutto a una realtà, la Puglia, dove le speranze di vittoria sono nulle. Uno dei tanti paradossi di questa fase del partito azzurro e, in generale, di tutto il centrodestra.

Perché queste elezioni regionali sono il test per cercare una risposta a molte domande: 1)Silvio Berlusconi fa ancora la differenza?; 2)Forza Italia sopravviverà o sarà travolta e sorpassata dalla Lega in maniera irreversibile?; 3) Quale sarà la performance degli ex, a cominciare da Raffaele Fitto?; 4) E' vero che l'unione dei moderati può battere il Pd di Renzi?

Ecco perché, di fatto, questa tornata elettorale potrebbe rappresentare per il centrodestra una sorta di primarie. Quelle stesse primarie che tutti i giovani leader in campo (Salvini, Alfano, Meloni, Tosi e Fitto) invocano da tempo e che il Cavaliere ha continuato finora ad osteggiare, salvo aprire negli ultimi tempi all'ipotesi di una consultazione dal basso purché sia regolata per legge.

Di fatto, comunque, il tema di sottofondo è evidente: la successione a Berlusconi. Tema che, ovviamente, si lega a un altro: quanto e come l'ex premier resterà in scena? Qualche risposta l'ha fornita il diretto interessato, spiegando di essere ormai pronto a fare un passo di lato, di non avere intenzione di ricandidarsi e non solo a causa dell'impedimento della legge Severino, il tutto in nome di un sogno più ambizioso: quello, appunto, di riunire i moderati. Se questo è il progetto, però, inevitabilmente la prima vittima sarà proprio Forza Italia. La soglia psicologica resta quella del 10%: al di sotto sarebbe un tonfo, diversamente il massimo che si può ottenere è un galleggiamento. Il rischio di sorpasso della Lega è più che concreto e Silvio Berlusconi lo sa così bene che ha già messo le mani avanti: "non cambierebbe nulla", ha risposto.

A modificare le carte in tavola potrebbero essere però due affermazioni, quella in Campania dell'uscente Caldoro e, ancora di più, quella in Liguria di Giovanni Toti, quintessenza dell'ultimo berlusconismo e del suo "cerchio magico". Qui, per altro, si è realizzata quell'unità del centrodestra altrove rimasta miraggio. A queste due andrebbe poi aggiunta la vittoria di Zaia data per scontata in Veneto, che però è nel "bottino" leghista. Difficilmente questo "triplete" allungherebbe la vita di Forza Italia in quanto tale, dato che Berlusconi ha detto e ridetto che la sua intenzione è quella di rinnovare e cambiare. Probabilmente, però, darebbe una risposta alla prima delle domande, e cioè: quanto "vale" ancora il Cavaliere in campo? Le ultime settimane, d'altra parte, lo hanno visto molto impegnato in una campagna elettorale che inizialmente aveva cominciato controvoglia.

Un microtest, tuttavia, è rappresentato proprio dalla Puglia, la Regione dove il centrodestra si è presentato più spaccato che mai. La vittoria di Michele Emiliano non è messa in discussione, ma l'attenzione è tutta puntata sulla sfida per il secondo posto: vincerà Adriana Poli Bortone (e dunque Silvio Berlusconi che l'ha voluta) o Michele Schittulli (e quindi Raffaele Fitto)? La storia racconta che chi ha lasciato il Cavaliere finora non ha avuto molta fortuna, ma è anche vero che l'europarlamentare gioca in casa, in quella "sua" Puglia che finora non lo ha mai tradito. Dopo le Regionali Fitto, ormai è nei fatti, darà vita a gruppi autonomi, ufficializzando la "scissione" dei "Conservatori e riformisti" che per ora sono solo un'associazione. Se a questo seguirà un'altra iniziativa simile di Denis Verdini è invece ancora presto per dirlo. Di certo, comunque, queste regionali rischiano di essere il de profundis per Forza Italia, almeno per come è stata finora.

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