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pubblicato il 04/mag/2011 17:45

Referendum/ Vigilanza approva regolamento su campagna in Rai

Zavoli: Servizio pubblico non ha più alibi per evitare informare

Referendum/ Vigilanza approva regolamento su campagna in Rai

Roma, 4 mag. (askanews) - Via libera al regolamento sulla par condicio per i referendum del 12 e 13 giugno da parte della commissione di vigilanza Rai. Hanno votato a favore maggioranza e opposizione con la sola eccezione del radicale, eletto nelle fila del Pd, Marco Beltrandi. L'approvazione del regolamento pone fine ad un'impasse che durava da settimane, causa assenza dei commissari di maggioranza dalle sedute della commissioni, che ha avuto come effetto il mancato rispetto del termine per l'inizio della campagna referendaria. Contro tale impasse ieri, dopo una sollecitazione formale dei comitati promotori dei referendum su nucleare, acqua e legittimo impedimento insieme a Radicali e all'associaizone Articolo 21 che ieri hanno presidiato con un sit in palazzo San Macuto con il radicale Beltrandi che ha occupato per l'intera notte l'aula della commissione di Vigilanza, erano intervenuti ieri i presidenti delle Camere Renato Schifani e Gianfranco Fini, con un estremo appello concordato con il presidente della commissione Sergio Zavoli, all'approvazione entro oggi del regolamento, pena un'intervento d'autorità dei Presidenti e delle assemblee parlamentari. Dopo l'approvazione da parte della commissione di Vigilanza della Rai del regolamento sulla par condicio per i referendum del 12 e 13 giugno "la Rai non ha più alibi" per non colmare il vuoto informativo. Lo ha detto il presidente della Commissione parlamentare Sergio Zavoli al termine del voto che è stato quasi unanime con la sola eccezione del radicale Marcp Beltrandi. "La Rai ora - ha sottolineato Zavoli dopo l'approvazione del regolamento in Vigilanza - non ha più alibi. Fino ad oggi è stata inadempiente", poichè non è stata mai fornita alcuna informazione su quesiti e campagna referendaria, trincerandosi dietro la mancata normazione sulla par condicio da applicare nei programmi. Da oggi, dunque, "è il paese che si aspetta un servizio pubblico degno di questo nome", ha ammonito il presidente della Vigilanza che della Rai è stato in passato presidente.

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