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pubblicato il 11/giu/2011 10:02

Referendum/ Scheda grigia sul nucleare, si decide se ripartire

Rebus e incertezza su quale sia quorum, all'estero non si rivota

Referendum/ Scheda grigia sul nucleare, si decide se ripartire

Roma, 11 giu. (askanews) -Il quesito sul nucleare, sul quale i cittadini sono chiamati a votare nel referendum di domenica 12 e lunedì 13 giugno, punta a bloccare il progetto del governo di far tornare l'Italia al nucleare, attraverso la costruzione di nuove centrali atomiche nei prossimi anni. Chi è contrario al nucleare vota "sì", chi è a favore vota "no" alla domanda referendaria. Il tema è particolarmente scottante, dopo quanto accaduto a seguito del terremoto in Giappone. Il referendum è stato confermato dalla Corte di Cassazione che è dovuta intervenire a seguito di una modifica normativa (introdotta dopo gli incidenti di Fukushima) voluta dal governo per ritardare di un anno l'avvio del nuovo piano energetico nucleare. Silvio Berlusconi aveva infatti parlato di una "spinta emotiva" a seguito del disastro giapponese che imponeva di rimandare il dibattito di almeno 12 mesi. I giudici hanno trasferito i quesiti da quelli originali sulla legge Scajola alle norme del decreto omnibus che sospendono per un anno i suoi effetti. In buona sostanza, la Cassazione ha stabilito che i quesiti referendari dovranno chiedere l'abrogazione dei commi 1 e 8 dell'articolo 5 del decreto omnibus, che contengono le nuove nome sul nucleare in Italia: per un sì o un no definitivo (o meglio per i cinque anni successivi al referendum) alla riapertura al nucleare da parte del nostro Paese. I nuovi quesiti riformulati dalla Cassazione sono stati avallati dalla Corte Costituzionale. Per effetto di queste modifiche gli italiani all'estero non potranno esprimersi sul quesito riformulato, non essendoci stato il tempo materiale di inviare loro schede modificate rispetto quelle già spedite. Questo porterà a un inevitabile inevitabile incertezza su quale sia il corpo elettorale da considerarsi valido ai fini della determinazione del quorum su questo quesito. Il primo comma precisa che, per acquisire ulteriori evidenze scientifiche relativamente alla sicurezza nucleare, non si procede più alla definizione e attuazione del programma sugli impianti nucleari (moratoria). Il secondo detta una nuova disciplina dei contenuti e modalità di adozione della Strategia energetica nazionale: dovrà essere adottata entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge. Il "sì", ovvero il voto a sostegno dello stop alle centrali, è sostenuto, oltre che dai promotori, anche da Pd, Sel, Movimentto di Beppe Grillo, Radicali, Federazione Sinistra, Verdi. Mentre il Terzo Polo ha lasciato ai propri elettori libertà di voto. Pdl e Lega ufficialmente hanno dato libertà di voto ma la maggior parte dei dirigenti di partito e del governo ha annunciato il proprio non voto.

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