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pubblicato il 23/ago/2016 15:22

Referendum, Romani (Fi): chi vota Sì è fuori dal centrodestra

"Parisi? Finito il tempo dell'uomo solo al comando"

Referendum, Romani (Fi): chi vota Sì è fuori dal centrodestra

Roma, 23 ago. (askanews) - Nessun percorso comune con chi vota sì al referendum. A dirlo è Paolo Romani, capogruppo di Forza Italia al Senato, in una intervista a "La Stampa".

Per la ricostruzione del centrodestra, secondo Romani, "non ha senso intraprendere questo percorso con chi vota sì alla riforma e dà la fiducia al governo Renzi. Mi riferisco ad esponenti del centrodestra, come l'ex sindaco di Milano Albertini, che votano la riforma e la fiducia a Renzi". Romani immagina "un centro nel centrodestra, all'interno della storica e consolidata alleanza con Lega e Fratelli d'Italia". Un centro composto da "Forza Italia in primis e da tutti coloro che condividono il nostro percorso come ad esempio Mauro e Quagliariello". Per quanto riguarda Angelino Alfano, aggiunge, "se vince il no occorrerà fare la legge elettorale per il Senato e cambiare l'Italicum, su cui il problema di fondo è il ballottaggio. Anche Alfano è d'accordo".

Per quanto riguarda la leadership, per Romani, "dopo Berlusconi non potrà essercene un altro. E' stato unico come, nel bene e nel male, Cavour, Giolitti, Mussolini e De Gasperi. Al punto che Renzi ha sentito il bisogno di coinvolgerlo nelle riforme. Ora tocca alla classe dirigente che in questi vent'anni è maturata al suo fianco: sono i 4.500 eletti in ogni sede istituzionale".

Dunque, da Romani, arriva uno stop a Parisi. "Dico solo - spiega - che il tempo dell'uomo solo al comando è finito. Ciò detto discutiamo sul metodo migliore: congresso, conferenze programmatiche, primarie di partito o di coalizione". Per quanto riguarda il rapporto con Salvini e la Meloni, conclude, "questa scelta di campo è di oggi, ne sono prova le consolidate esperienze di governo in Lombardia e Liguria. Non un'opzione eventuale di domani. Con tutte le criticità: non mi era piaciuta la piazza di Bologna ed avrei evitato volentieri la presenza di Berlusconi. Ma ho apprezzato il cantiere di Parma: meno fischi e fischietti, più parole e ragionamenti".

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