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pubblicato il 05/ott/2016 20:20

Referendum, ricorsi sulla scheda. Quirinale: quesito non nostro

Renzi: è la Cassazione che decide

Referendum, ricorsi sulla scheda. Quirinale: quesito non nostro

Roma, 5 ott. (askanews) - E' assolutamente falso sostenere che la formulazione del quesito referendario sulle riforme costituzionali sia da attribuire al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Lo hanno fatto intendere ambienti della presidenza della Repubblica anche dopo le contestazioni di M5S e Sinistra Italiana. I due partiti hanno infatti presentato un ricorso al Tar del Lazio contro il testo del quesito del referendum del 4 dicembre sulla riforma costituzionale. A parere dei ricorrenti "il quesito così formulato finisce per tradursi in una sorta di 'spot pubblicitario', tanto suggestivo quanto incompleto e fuorviante, a favore del Governo che ha preso l'iniziativa della revisione e che ora ne chiede impropriamente la conferma ai cittadini, che non meritano di essere ingannati in modo così plateale". C'è anche un ricorso contro il decreto del presidente della Repubblica con cui, indicando il referendum per il prossimo 4 dicembre, "è stato tra l'altro stabilito il quesito che dovrebbe comparire sulla scheda di votazione. I ricorrenti lamentano che il quesito predisposto dal Quirinale non tiene conto di quanto stabilito dall'art. 16 della legge 352-1970".

Il Quirinale ha precisato che l'approvazione del quesito "in relazione a quanto affermato in una nota di ricorrenti al Tar Lazio, in cui impropriamente si attribuisce alla presidenza della Repubblica la formulazione del quesito referendario, che il quesito che comparirà sulla scheda è stato valutato e ammesso, con proprio provvedimento, dalla Corte di Cassazione, in base a quanto previsto dall'art 12 della legge 352 del 1970, e riproduce il titolo della legge quale approvato dal Parlamento".

E' quindi "sciocco", viene fatto notare, sostenere che il Quirinale sia intervenuto quando invece "è bene ricordare le rispettive competenze e prerogative" della Presidenza della Repubblica e della Corte di Cassazione. La Suprema Corte, viene precisato dal Quirinale, "ha recepito il titolo del quesito che il Parlamento ha approvato".

Di fronte al ribadire da parte del Quirinale che l'intervento del presidente della Repubblica è solo una "cosa tecnica, il resto lo fa la Cassazione", il premier Matteo Renzi ha sostenuto che "questo quesito è quello che la legge prevede per la riforma costituzionale". Su questo, ha aggiunto, "sono state raccolte le firme da entrambi i fronti".

Per Gaetano Quagliariello, ex ministro delle Riforme e leader di Idea, "è certamente vero che il quesito del referendum costituzionale è stato stabilito dall'ufficio centrale della Corte di Cassazione, ma è altrettanto vero - ha sottolineato -che ciò è avvenuto in barba alle prescrizioni normative". Secondo Quagliariello "al presidente Mattarella, raffinato giurista non sfuggirà che il quesito deve riguardare l'oggetto delle norme costituzionali sottoposte a variazione e non il contenuto della legge che li modifica". L'ex ministro ha sostenuto che "la violazione della norma è evidente, la gravità delle sue conseguenze lo è ancor di più, soprattutto alla luce del titolo chiaramente propagandistico attribuito alla legge di riforma sottoposta a referendum. Presenterò immediatamente un'interpellanza urgente al ministro della Giustizia affinché, appena avrà finito di occuparsi del Grande Fratello Vip, possa interessarsi anche di questo grave vulnus democratico e adoperarsi perché vi venga posto rimedio".

Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi ha sostenuto, dal canto suo, che "avrei capito se avessero detto, Grillo e i Cinque Stelle, 'non mi piace, cosa c'è scritto nel quesito?'. Ma in questo caso tutto risponde alla verità della riforma e non si può avere paura della verità". Per Boschi "fare una polemica a posteriori serve solo a portare il dibattito su un altro piano" e il Movimento, ha aggiunto, "ha paura della verità".

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