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pubblicato il 05/set/2016 15:27

Referendum, Renzi: riforme non riducono democrazia ma le poltrone

"Basta disinformazione. Scelta è tra cambiamento e immobilismo"

Referendum, Renzi: riforme non riducono democrazia ma le poltrone

Roma, 5 set. (askanews) - "Questo referendum non riduce la democrazia, ma riduce le poltrone". Lo dice il presidente del Consiglio Matteo Renzi, nella e-news inviata ai suoi sostenitori al termine del G20 in Cina.

Renzi denuncia come ci sia "molta disinformazione sul referendum", ad esempio sui poteri del premier che invece "rimangono gli stessi, sia che vinca il no, sia che vinca il sì. Semplicemente: i poteri del premier non fanno parte di questo referendum". Il premier ricorda che "nella Bicamerale D'Alema e nella riforma Berlusconi i poteri del premier cambiavano e addirittura si contemplava il potere del primo ministro di scioglimento delle Camere. In questa nostra riforma - quella che andrà al voto - i poteri del premier non sono neanche sfiorati. Pesi e contrappesi non cambiano. Si cambiano invece, per esempio, le regole del gioco sul turismo, restituendo allo Stato la strategia di promozione internazionale, anziché continuare con 21 strategie diverse. E sappiamo quanto bisogno vi sia di non parcellizzare la promozione all'estero in tanti viaggi che qualche volta assomigliano più a vacanze a scrocco anziché missioni internazionali".

Insomma, scrive Renzi, "questo referendum semplifica i rapporti tra Stato e Regioni. Evita il ping-pong incomprensibile tra Camera e Senato. Aumenta la partecipazione dei cittadini abbassando il quorum al referendum. Abolisce enti inutili". Dunque, la domanda che il quesito pone Renzi la riassume così: "Cara Italia, vuoi cambiare? Basta un sì. Se invece le cose vi vanno bene così come sono, votate pure no. Ma a quel punto ci teniamo per decenni la classe politica più numerosa e costosa d'Occidente, la confusione tra Regioni e Stato centrale e un sistema di doppia fiducia a Camera e Senato che è una delle principali cause di instabilità italiana: 63 governi in 70 anni. Il referendum è tutto qui. Ogni giorno che passa vengono meno gli alibi di chi mi accusava di personalizzare il quesito. Adesso che non ci sono più veli e incomprensioni, entriamo nel merito. E chiediamo agli italiani se vogliono cambiare o se preferiscono che tutto resti immobile", conclude sul punto Renzi.

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