martedì 06 dicembre | 13:27
pubblicato il 04/ott/2016 18:18

Referendum e sanità, cosa succede se vince il 'sì' o il 'no'?

Incontro promosso da Roche per approfondire ragioni del sì e no

Referendum e sanità, cosa succede se vince il 'sì' o il 'no'?

Roma, (askanews) - Quali saranno gli impatti della riforma costituzionale sul sistema sanitario? Se ne è parlato a Roma, alla Camera di Commercio nel Tempio di Adriano, all'evento "Riforma Costituzionale e Salute: possibili scenari nazionali e regionali". Un incontro promosso da Roche con il patrocinio di Farmindustria e dell'Osservatorio Nazionale sulla Salute delle Regioni anche per contribuire a un'opinione pubblica più informata.

Obiettivo: informare i cittadini e contribuire a un dibattito costruttivo sui possibili cambiamenti e sulle ricadute in materia sanitaria derivanti dall'eventuale modifica costituzionale, dopo il referendum del 4 ottobre.

La sanità sarà interessata dalla riforma del Titolo V della Costituzione e in particolar modo dalla modifica dell'articolo 117 che sancisce il riparto delle competenze tra Stato e Regioni.

Maurizio de Cicco, presidente e amministratore delegato di Roche Spa: "La salute è un aspetto che riguarda tutti i cittadini. Nella nostro missione c'è anche quella di collaborare con le istituzioni e dare le giuste informazioni. Abbiamo messo a confronto i sostenitori del sì e del no e sull'impatto del risultato del referendum sulla sanità.

Tra i sostenitori del sì al referendum si è schierato Claudio De Vincenti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio: "La riforma costituzionale in tema di salute dispone che sia compito dello Stato emanare le disposizioni generali e comuni per la tutela generale della salute, perchè la tutela della salute deve essere uguale per tutti i cittadini italiani. Contemporanamente afferma che le Regioni devono organizzare i servizi sanitari e questo è importante perchè le Regioni sono vicine ai cittadini".

Tra i sostenitori del no, invece, Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato: "Tutti dicono la sanità frammentata nella gestione regionale comporta servizi e costi diversi. I cittadini non sono tutelati allo stesso modo. Allora bisogna rafforzare una organizzazione più centralizzata. Ma non è così. L'articolo 117 si chiarisce che l'organizzazione della sanità è competenza esclusiva delle Regioni".

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