lunedì 27 febbraio | 12:40
pubblicato il 02/set/2013 17:32

Referendum: Di Pietro, si' a quesito sui magistrati fuori ruolo

Referendum: Di Pietro, si' a quesito sui magistrati fuori ruolo

(ASCA) - Roma, 2 set - ''Per l'Italia dei Valori l'istituto referendario e' importantissimo perche' permette ai cittadini di diventare protagonisti lasciando che siano loro a decidere su questioni importanti per il Paese. Ben vengano, quindi, i referendum proposti dai radicali, il problema pero' e' il loro contenuto. Sui referendum in materia di giustizia, sono d'accordo sul quesito che dice che i magistrati fuori ruolo non devono piu' tornare a fare i magistrati: o fai l'arbitro o fai il giocatore''. E' quanto scrive sul suo blog il presidente onorario dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che aggiunge: ''Ogni cittadino puo' esercitare il diritto costituzionale di svolgere attivita' politica, ma nel momento in cui si decide di fare il giocatore, non si puo' piu' tornare indietro per rivestire i panni dell'arbitro.

Alla luce di cio', se un magistrato vuole candidarsi in Parlamento, deve prima dimettersi. Io ho fatto cosi', ho cominciato a fare attivita' politica ben due anni dopo essermi dimesso dalla magistratura. Per quanto riguarda, invece, il referendum sulla separazione delle carriere, sono contrario perche' significherebbe mettere il pubblico ministero alle dipendenze dell'esecutivo, con il risultato che il controllato nominerebbe il controllore. L'idea di non lasciare la piena autonomia al pubblico ministero va contro il principio dell'obbligatorieta' dell'azione penale''. Secondo Di Pietro ''l'autorita' giudiziaria deve essere indipendente da qualsiasi altra autorita' e, a maggior ragione, non puo' essere soggetta al potere politico. Torno a ribadire, quindi, l'importanza dell'istituto referendario, ma bisogna esaminare ciascun quesito per valutare quale sostenere. Berlusconi ha deciso di firmare per fare in modo che si possano svolgere tutti i quesiti radicali solo per buttare in politica i suoi guai giudiziari e per cercare, ancora una volta, una scappatoia. Lasciamo il Cavaliere alla sua storia personale. E' stato condannato e ora, quindi, e' un pregiudicato e deve valere la legge per la quale i pregiudicati non possono essere presenti nelle istituzioni''.

''Se non verra' rispettato questo principio in Parlamento potrebbe finirci anche Toto' Riina'', conclude Di Pietro.

com-ceg/sam/rl

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Pd
Renzi: D'Alema non ha mai digerito rospo, scissione Pd colpa sua
Dp
Rossi: noi fermeremo Grillo, alleanza con Pd se vince Orlando
Governo
Governo, Alfano: non va stroncato per vicenda interna al Pd
Governo
Renzi: no polemiche, governo deve guidare l'Italia fino a elezioni
Altre sezioni
Salute e Benessere
Fibrosi polmonare idiopatica, al Gemelli seminario internazionale
Motori
L'agricoltura del futuro: Case IH presenta il trattore autonomo
Enogastronomia
Viticoltura vegan cresce: in 2016 +36% richieste certificazione
Turismo
Boom degli affitti brevi in ambito turistico e non solo (+30%)
Energia e Ambiente
Progetto Life-Nereide: asfalto silenzioso da materiale riciclato
Moda
Nuova linea ready-to-wear de La Perla: sensuali giacche corsetto
Scienza e Innovazione
Esa, Vega: nel 2018 opportunità di volo per minisatelliti multipli
TechnoFun
Google crea strumento intelligenza artificiale anti-trolls
Sistema Trasporti
Da UNRAE protocollo costruttori-scuole per formare autisti hi-tech