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pubblicato il 11/giu/2011 10:00

Referendum/ Chi è contro leggi vota 'sì', chi è a favore 'no'

A elettori chiesto se abrogare norme su acqua, nucleare, processi

Referendum/ Chi è contro leggi vota 'sì', chi è a favore 'no'

Roma, 11 giu. (askanews) - Sono quattro i quesiti su cui tutti gli elettori italiani maggiorenni saranno chiamati a votare domani e e lunedì per abrogare o confermare quattro norme di legge, attualmente in vigore, che consentono, una il ritorno dell'Italia all'energia nucleare dopo 20 anni di inattività, due il trasferimento anche ai privati della gestione della rete idrica e la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato, un'altra la richiesta da parte del presidente del Consiglio del rinvio di udienze in tribunale in processi in cui figura imputato, opponendo propri impegni istituzionali, quali il legittimo impedimento allo svolgimento delle udienze. I referendum sono tutti abrogativi, frutto di sottoscrizione (la cui autenticità è stata convalidata dalla Corte di cassazione) da parte di almeno 500 mila cittadini italiani maggiorenni delle relative proposte avanzate dai diversi comitati promotori. I testi, molto giuridici e ostici per lettura e comprensione del cittadino medio, sono stati avallati dalla Corte costituzionale che li ha ritenuti non in contrasto con principi e norme della Carta. Estranei, in particolare, ai tre divieti costituzionali di referendum: trattati internazionali, amnistia e indulto, norme tributarie e di bilancio. Secondo quanto previsto dalla Costituzione (articolo 75), affinché i referendum abbiano valore, occorre che alle urne si rechi il 50% più uno degli elettori aventi diritto. Senza il raggiungimento di questo quorum minimo di partecipazione, la votazione è annullata e il referendum è come se non si fosse mai svolto. Fra il sì e il no, vince chi ottiene più voti. Ma, per essere valida, la somma di sì e no espressi deve superare il 50% dei voti. Se invece prevalessero le schede bianche o nulle, non ci sarebbe vincitore e il referendum non produrrebbe effetti. stato quindi il governo, con successivo decreto del presidente della Repubblica, ad aver deciso di accorpare in un' unica giornata di referendum day i diversi quesiti, respingendo invece la richiesta delle opposizioni che avevano proposto non solo il referendum day 2011, ma un unico election day 2011, con votazioni lo stesso giorno per amministrative e referendum. Trattandosi di referendum abrogativi (i soli che la Costituzione prevede su iniziativa di cittadini, essendo riservati ad istituzioni quali regioni, province, comuni, in casi specifici promuovere anche referendum consultivi o confermativi), gli elettori sono chiamati a dire sì o no all'abrogazione di leggi attualmente in vigore. Il che determina il paradosso che chi è contro nucleare, legittimo impedimento, gestione della erogazione dell'acqua, anche da parte di privati, sulla scheda deve mettere la croce sul sì, mentre chi è a favore deve votare no. Un modo di esprimersi all'incontrario ben noto agli italiani fin dalle storiche consultazioni referendarie su divorzio e aborto, spesso foriero di confusione ai seggi e talvolta di errori al momento del voto.

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