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pubblicato il 01/ott/2016 18:50

Referendum, Anpi conferma "No": Renzi e Napolitano poco credibili

Smuraglia: abbiamo il dovere di difendere la Costituzione

Referendum, Anpi conferma "No": Renzi e Napolitano poco credibili

Roma, 1 ott. (askanews) - L'ANPI, l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, conferma il suo No al referendum sulle riforme giudicando le posizioni assunte in queste ore a favore della consultazione da Matteo Renzi e Giorgio Napolitano "propagandistiche" e "poco credibili".

Il presidente dell'ANPI Carlo Smuraglia, in un incontro oggi con i giornalisti ha chiesto che la campagna referendaria "si svolga sul merito" e ha contestato il quesito che compare sulla scheda, "molto lungo e complesso" che ha il solo obiettivo di "influenzare gli elettori a favore del SI".

In particolare Smuraglia ha risposto alle posizioni assunte dal presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano e dal premier Matteo Renzi. A Napolitano, che ha sostenuto che "con il SI il Parlamento diventa un luogo degno", il presidente dell'ANPI ha risposto dicendo di "non condividere queste affermazioni, che lasciano il tempo che trovano. Quello che occorre è cambiare la politica".

Da Renzi invece - che si è detto (parlando della nuova legge elettorale) contrario al meccanismo dei capilista e di essere pronto a cambiarlo - arrivano per Smuraglia solo "dichiarazioni propagandistiche. La sua disponibilità sui capilista è solo uno spot per raccogliere i voti della minoranza Pd".

Smuraglia non ha dubbi, con questo referendum "è in gioco la sovranità e il ruolo dei cittadini. Noi, con orgoglio, abbiamo il dovere di difendere la Costituzione". Anche per questo il presidente dell'ANPI ha annunciato che oltre alle numerosissime iniative promosse in sede locale, ci saranno iniziative in dieci città italiane e una, a Roma, di carattere nazionale il 25 novembre, nell'ultima fase della campagna referendaria. Inoltre, il 4 e 5 novembre sarà realizzata una 'staffetta' di 24 ore in streaming tra il Sud e il Nord (dalla Sicilia alla Valle d'Aosta) con la partecipazione di associazioni, sindacati, musicisti, registi e studenti.

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