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pubblicato il 16/gen/2014 12:00

Rampelli (Fdi): "la Grande bellezza ci sputtana nel mondo"

"Danneggia immagine Italia, non credo Letta gioisca"

Rampelli (Fdi): "la Grande bellezza ci sputtana nel mondo"

Roma, 16 gen. (askanews) - "'La Grande Bellezza' di Paolo Sorrentino ci sputtana nel mondo. Certo, ha vinto un premio di grande prestigio, però indubbiamente non contribuisce, anzi, a veicolare una bella immagine di Roma e dell'Italia. Non posso fare a meno di osservare come la cinematografia che piace all'estero ci descriva come corrotti o decadenti in questo caso, come mafiosi inguaribili nel caso di 'Gomorra' o come straccioni nel caso del cinema neorealista". Lo ha dichiarato il deputato di Fratelli d'Italia, Fabio Rampelli, ospite del talk show "KlausCondicio", affidando a Klaus Davi il suo caustico commento sul film di cui è stata appena ufficializzata la candidatura ai prossimi Oscar come miglior pellicola straniera. "Intendiamoci, non metto in discussione la bravura del regista e degli attori. Non è mio compito fare considerazioni da critico, ma non posso fare a meno di constatare come nella narrazione di questo film Roma e l'Italia vengano descritte come decadenti, corrotte e vecchie: insomma con l'Italia che non vogliamo più vedere e che rappresenta solo una minima parte della popolazione. Ridurre la città eterna a un concentrato di volgarità e corruzione dell'animo - ha continuato Rampelli nel corso del talk show - non è esattamente il modo migliore per promuovere la bellezza, la straordinaria umanità e l'altruismo dei romani". E, alla domanda di Klaus Davi "Che consiglio darebbe ai nostri cineasti?", Rampelli risponde: "Prendano esempio da Woody Allen che proprio a Roma ha dedicato un racconto cinematografico sublime dal titolo 'To Rome With Love'.Fa specie che per celebrare la capitale e il nostro Paese con un atto d'amore debba intervenire la cinematografia americana solo perché i nostri registi, pur essendo in grado di farlo, si rifiutano di parlare bene del nostro Paese. Pensi anche a 'Gomorra', agli innumerevoli film sulla mafia, sugli omicidi e sulle stragi: sacrosanto raccontare, ma dovremmo interrogarci sul perché siamo incapaci di raccontare con un registro artistico le infinite eccellenze del nostro Paese". "Io non credo - ha concluso Rampelli - che Enrico Letta gioisca per la rappresentazione che 'La Grande bellezza' dà degli italiani. Anzi, credo che il sarcasmo e il cinismo con cui vengono descritti italiani e romani siano un danno, per quanto il premier si ostini a dire nelle sedi internazionali che l'Italia è cambiata e che gli italiani sono gente onesta: a guardare quel film non si direbbe".

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