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pubblicato il 30/lug/2016 11:52

Rai verso nomine Tg, opposizioni e minoranza dem contro Renzi

Freccero: vogliono tre Tg schierati per sì a referendum riforme

Rai verso nomine Tg, opposizioni e minoranza dem contro Renzi

Roma, 30 lug. (askanews) - Cda straordinario in vista, probabilmente mercoledì prossimo, per la Rai. E, forse, nomine ai Tg. A lanciare l'allarme il consigliere Rai Carlo Freccero secondo il quale le possibili nomine dei nuovi direttori di Tg1, Tg2 e T3 sarebbero una scelta politica di Governo e vertici Rai per un'informazione del servizio pubblico totalmente schierata a sostegno del sì al referendum sulle riforme. Ed è subito scontro politico: insorgono da un lato Forza Italia e Lega, dall'altro Movimento cinque stelle e Sinistra italiana. Duramente critica anche la sinistra Pd che parla di "inaccettabile blitz agostano sui direttori tg". I renziani scelgono la linea del low profile.

"Anziché imporre alla Rai, e in primis al dg Campo dell'Orto, di adeguare gli stipendi al tetto di legge - denuncia la capogruppo Si al Senato Loredana De Petris - Renzi si occupa solo di quello che gli interessa veramente: procedere ad eventuali epurazioni di quei direttori non allineati con il fronte del Sì al referendum. Ne è emblema il direttore del Tg3 Bianca Berlinguer e la sua redazione, da tempo sotto attacco". Lo stesso Freccero aveva fatto riferimento proprio alla Berlinguer: "Orfeo sarà confermato al Tg1, Ida Colucci diventerà direttore del Tg2 e Antonio Di Bella per il 3 dove dovevano fare fuori la Berlinguer che per loro avrebbe schierato il Tg della terza rete sul no. Invece in questo modo avranno tre tg tutti schierati sul sì. E' grave, le nomine sono state decise tra Campo Dall'Orto e Palazzo Chigi, senza consultare il Cda".

Di "lottizzazione dal sapore renziano" parla il senatore azzurro Maurizio Gasparri e il vice segretario federale della Lega Nord Giancarlo Giorgetti osserva che il premier sta "mettendo pesantemente le mani sulla Rai" nominando "direttori e giornalisti che facciano di fatto campagna per il sì". Ma non risparmiano critiche nemmeno i parlamentari della minoranza dem, esponenti della commissione di Vigilanza, Federico Fornaro, Miguel Gotor e Claudio Martini: "Fatte in questo modo le nomine darebbero l'impressione, in particolare per il Tg3, di voler unicamente ridurre l'autonomia giornalistica - attaccano - in una fase in cui, invece, vi sarebbe assoluto bisogno di pluralismo culturale e politico. Ci si fermi prima di scrivere una brutta pagina della storia della Rai". Sulla stessa linea il presidente della Vigilanza Rai Roberto Fico del Movimento cinque stelle secondo il quale "in vista di una campagna referendaria cruciale per la democrazia non si deve procedere a nominare direttori di testata schierati per l'uno o per l'altro campo" e in assenza di un piano editoriale per l'informazione. Insomma, serve "un vero segnale di rinnovamento" e mettere in piedi "una procedura aperta e trasparente per la scelta dei direttori di testata".

La maggioranza dem ribatte. "Ma di quale blitz autoritario vaneggia Fico? Ma di quale dilagante campagna per il Sì farnetica? Si rilegga i dati, e potrà verificare l'equilibrio tra le forze politiche nell'informazione Rai - ribatte il vice presidente della Vigilanza Francesco Verducci -. E soprattutto la smetta di intromettersi nelle nomine, che spetta alla Rai fare in autonomia e non certo a lui". Per Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Vigilanza, "sulle nomine assistiamo da parte dei 5 Stelle e del consigliere d'amministrazione Freccero a invasioni di campo che ci riportano alla Prima Repubblica". Infine, secondo Michele Anzaldi (Pd) il Tg3 dovrebbe querelare Carlo Freccero secondo il quale il Tg3 sarebbe schierato per il no al referendum.

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