venerdì 20 gennaio | 16:03
pubblicato il 20/mag/2013 10:28

Rai: Tarantola, voglio qualita' e pubblicita'. Via miss...(1 update)

(ASCA) - Roma, 20 mag - Un modello culturale che preveda di conciliare la qualita' dei programmi con gli ascolti, che assicurano gli introiti pubblicitari. E' questa la ''sfida che ci proponiamo'' per la Rai, spiega in un'intervista a La Stampa il presidente dell'azienda radiotelevisiva Anna Maria Tarantola. Una sfida, rileva, che Roberto Benigni, ''con la lettura della Costituzione in tv, ha dimostrato che e' possibile. Abbiamo abolito 'L'isola dei famosi' e 'Miss Italia' perche' non rientravano in questo progetto...''.

Certo, continua, e' stato trasmesso il matrimonio di Valeria Marini ma, sostiene Tarantola, ''sono incidenti che possono sempre succedere e spero che ne succedano sempre di meno. Ma vorremmo che la donna sia rappresentata in tv in modo diverso, che la fiction sia piu' contemporanea, racconti storie piu' realistiche''. Insomma, continua, per questa televisione si puo' usare anche il termine nazional-popolare, ''anche se non lo preferisco. Io penso che la Rai, con i programmi generalisti, debba arrivare a tutti - spiega il presidente di Viale Mazzini - deve fare prodotti allettanti, piacevoli, perche' se non la si vede non raggiunge l'obbiettivo di servizio pubblico. Questo non vuol dire che debbano essere volgari o sensazionalisti''.

''Credo che la Rai, come concessionaria del servizio pubblico in Italia - continua Tarantola - debba avere una sua distinguibilita', una sua cifra. Penso che una persona, quando accende la Tv, debba capire se sta guardando la Rai o un'altra emittente''. Il carattere distintivo e' innanzitutto ''la qualita', sempre, in tutto: informazione, fiction, intrattenimento. Qualita' vuol dire equilibrio, correttezza, no al sensazionalismo, no alla Tv del dolore...''. Questo non significa fare una televisione di buoni sentimenti, chiarisce il presidente della Rai.

''Dobbiamo raccontare - spiega - anche le cose negative perche', se non le si conosce, non le si puo' combattere. Ma dopo il racconto, bisogna offrire un messaggio di proposta per affrontare il problema. Vorrei un'informazione verificata, con un pluralismo non solo politico, ma di genere, di culture, di territorio, di voci'.

red-fdv

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