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pubblicato il 19/mag/2011 18:41

Rai/ Sospeso programma Sgarbi, opposizione: chiarezza su costi

Decisione Mazza dopo flop ascolti: 8%. Lui incassa: non mi pento

Rai/ Sospeso programma Sgarbi, opposizione: chiarezza su costi

Roma, 19 mag. (askanews) - Un flop per molti annunciato e l'opposizione che parte all'attacco sui costi. Non funziona 'Ci tocca pure Sgarbi', il programma affidato in prima serata su Rai Uno al critico d'arte, voluto dall'ex Dg Mauro Masi e che la Direzione di Raiuno ha necessariamente sospeso dopo l'esordio deludente, appena l'8,3% di share. Decisione presa in un colloquio al telefono con il Direttore di RaiUno Mauro Mazza poco prima che Sgarbi andasse in conferenza stampa e a ridosso del Cda, ancora in corso a Viale Mazzini. Davanti ai giornalisti Sgarbi ha detto di non essere pentito; ha difeso la squadra (se il programma è andato male "è colpa mia, gli autori sono stati fantastici"); ha rivelato che gli piacerebbe andare avanti "perché credo sia giusto parlare di questi temi" ma ammette che forse la prima serata è troppo, "sono disponibile anche ad andare in terza". Poi la notizia, quel festeggiamento post programma ieri sera con Berlusconi: che, assicura Sgarbi, a parte qualche osservazione "tecnica da uomo di tv" era "compiaciuto" del programma. Ora sono due i fronti aperti: quello dei costi sostenuti, pare oltre un milione di euro di cui 7-800 mila solo di scenografia, e quello di un eventuale reimpiego su cui però resta tutto da decidere: il contratto di Sgarbi, che prevedeva un compenso di 200 mila euro a puntata, era legato ad un programma ora bloccato. Intanto è polemica, con l'opposizione che chiede risposte all'azienda specie sul fronte costi. "Chi paga il contratto di Sgarbi fortissimamente voluto da Berlusconi e Masi?" chiede Stefano Fassina, responsabile economia Pd, mentre il capogruppo Pd in Vigilanza, Fabrizio Morri si chiede se i danni arrecati alla Rai non possano essere richiesti ai responsabili veri di questa figuraccia da parte del servizio pubblico" e Roberto Rao, capogruppo Udc che chiede alla Rai di "fare chiarezza, specificando, come prevede il Contratto di servizio, se si tratta di risorse derivanti dal canone o dalla raccolta pubblicitaria, cioè se è denaro pubblico o un investimento commerciale sbagliato". Sgarbi si è difeso pubblicamente, convocando la stampa: se la puntata fosse davvero costata un milione e 400 mila Euro, "poteva anche costare di più, perchè questi sono i costi della cultura. Anche la Scala o il Petruzzelli sono un debito costante, sempre in perdita, ma sono teatri e nessuno parla di chiuderli". Resta il flop, che per l'opposizione è di per sé un segnale, dal pubblico: per Maurizio Migliavacca, coordinatore dells segreteria Pd,indica una "insofferenza" del pubblico verso la tv strillata. E adesso, ha ammonito Pancho Pardi, Idv, deve tornare "la tv di qualità, come quella di Fazio e Saviano".

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