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pubblicato il 10/giu/2011 05:10

Rai/ Santoro: Pronto a collaborare, ma Garimberti vuole?

"Pronto anche a 1 euro. Non ho ancora firmato con nessun editore"

Rai/ Santoro: Pronto a collaborare, ma Garimberti vuole?

Roma, 10 giu. (askanews) - Si rivolge al presidente della Rai, Paolo Garimberti, Michele Santoro: nell'anteprima di Annozero dove, per ora, saluta il suo pubblico il conduttore ricorda a Garimberti che nell'accordo con la Rai "è scritto che Santoro può continuare a collaborare" con l'azienda, e questo "anche da domani, attenzione colleghi anche da domani. Mi piacerebbe che lei facesse questa discussione in Consiglio e vorrei capire se questa trasmissione la volete oppure no. Io non ho ancora firmato con nessun editore e posso collaborare e riprendere con questo programma anche a costo di un euro a puntata". Nell'anteprima dell'ultimo Annozero Santoro ha ricordato di lavorare in Rai da più di trent'anni, a partire dallo studio Rai di Napoli, dove c'era un operatore che "non tollerava le imperfezioni" e diceva di essere "un uomo della Rai". Come un autista che lo accompagnava durante una trasferta e che nonostante fosse miliardario perché proprietario di un allevamento diceva "quando mi chiamano vado perché sono un uomo della Rai". O come l'operatore Marco Ricci che, anche se in appalto, è uomo della Rai, infine come Celentano "che è un uomo della Rai, ma chi è che gli impedisce di fare un programma da più di cinque anni?". Santoro si chiede quindi se il Cda sia della Rai, visto che con le voci della sua uscita verso La7 il titolo di TMedia ha guadagnato il 20 per cento in borsa "seppellendo in un giorno le illazioni sul vero valore di questa trasmissione e sui nostri guadagni". Il conduttore ricorda di essere figlio di un macchinista delle Ferrovie che ha mandato cinque figli all'Università: "La vostra visione è che i ricchi devono fare la carità ai poveri. Per me è che la dignità del lavoro è condizione di libertà: e quando si attaccano quelli come me che da figli di macchinisti sono arrivati dove sono si impedisce a persone come mio padre di avere un sogno". Santoro ha criticato quindi i vertici Rai che lo hanno portato fino in Cassazione, spendendo anche parte dei soldi entrati grazie alla pubblicità del programma ed è tornato a criticare l'Agcom, rivolgendosi al presidente Napolitano: "Siamo l'unico Paese al mondo dove l'arbitro è espressione dei partiti e lottizzato dai partiti".

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