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pubblicato il 18/feb/2016 19:08

Rai presenta nuovi direttori reti, Maggioni: "nomine in libertà"

Bignardi si difende: "Io renziana? Sciocchezze. E non ho fatto flop"

Rai presenta nuovi direttori reti, Maggioni: "nomine in libertà"

Roma, 18 feb. (askanews) - Una "squadra" per far diventare la Rai una vera "media company" ed essere "indipendenti, plurali e contemporanei per fare bene il nostro servizio". Così il direttore generale Antonio Campo Dall'Orto ha presentato oggi in conferenza stampa i nuovi direttori di rete: Andrea Fabiano (Rai1), Ilaria Dallatana (Rai2); Daria Bignardi (Rai3); Angelo Teodoli (Rai4), Gabriele Romagnoli (RaiSport). Le nomine hanno avuto l'approvazione (anche se non necessaria) del cda con sette voti a favore e due contrari, quelli di Giancarlo Mazzuca e Arturo Daiconale, dopo "un dialogo molto bello", ha assicurato il dg.

Nel mandato per i nuovi vertici Rai, ha detto Campo Dall'Orto, c'è la necessità di "riuscire a essere più indipendenti e questa cosa si fa con il rinnovamento delle competenze. La giornata di oggi non è una sorpresa ma arriva dopo altri passi verso un rinnovamento basato sulle competenze".

L'indipendenza nelle nomine è stata sottolineata anche dalla presidente Monica Maggioni: le scelte, ha assicurato, sono state fatte da Campo Dall'Orto "in estrema libertà intellettuale. Si è mosso guardando al prodotto. E cercando sui diversi prodotti le persone per fare meglio. Questa è una grande garanzia per tutti".

Andrea Fabiano, 40 anni, cresciuto in Rai, diventa direttore di Rai1, dove attualmente è vice di Giancarlo Leone, che diventerà coordinatore dei palinsesti delle reti. "Ho una passione sfrenata per questa azienda, non vedo l'ora di iniziare a lavorare", ha detto Fabiano.

"Non ho mai lavorato in Rai - ha ricordato Ilaria Dallatana, cresciuta in Mediaset e fondatrice, con Giorgio Gori, della casa di produzione "Magnolia". - ma ho grande familiarità con questa azienda. Per chi fa questo mestiere poter dirigere una rete come si intende in Rai è la cosa più bella del mondo, ora devo pedalare". Con Magnolia, ha assicurato, non ci sarà alcun rapporto preferenziale: "L'ho lasciata due anni fa, è un'azienda che ho nel cuore ma la tratterò come le altre".

Quello di Daria Bignardi è stato il nome maggiormente criticato, per ipotesi di essere renziana ma anche per i risultati ottenuti a La7. "Dicono che sono renziana? Queste sono sciocchezze - ha detto rispondendo ai giornalisti -. Ho intervistato Renzi a gennaio nella prima puntata delle "Invasioni barbariche" e non l'ho trattato benissimo. E per questo i social mi hanno massacrato. Guardate l'intervista e valutate se potete darmi della renziana". Per quanto riguarda gli ipotetici insuccessi, la Bignardi ha ribattuto che "non è vero che ci sono stati insuccessi: è una leggenda metropolitana. Le 'Invasioni barbariche' hanno fatto il 4% da sempre: l'anno scorso non è stato un flop". Per quanto riguarda i suoi progetti per Rai3, la Bignardi ha spiegato che "io sarei felice di rinnovare un po la forma. Diciamocelo: Raitre è un po vintage e quando dico rinnovare penso alle luci, alla scena, alla grafica, al modo di raccontare".

Teodoli, attuale direttore di Rai2, oltre a Rai 4 curerà anche Rai Movie e Rai Premium. "Ogni volta - ha detto - l'azienda riscommette su di me e la mia squadra. Grazie ai vertici ma soprattutto alle migliaia di persone che sono la forza di questa azienda".

Romagnoli, in collegamento da New York, ha detto di aver "grande passione per lo sport, cercheremo di trasmettere questo ai telespettatori". A partire dagli Europei di calcio per i quali Campo Dall'Orto ha annunciato di aver raggiunto l'accordo per l'esclusiva di 27 partite. "Andremo a giocarceli - ha detto Romagnoli - spero che sia la squadra Italia che la squadra Rai possano arrivare lontano".

Campo Dall'Orto, che, a breve, nominerà il nuovo direttore finanziario (cfo), della Rai ha ribadito la missione di diventare una media company e di garantire un sempre migliore servizio pubblico. "Gli ascolti - ha rilevato - sono importantissimi ma non possono essere l'unico filtro, non può essere questo il punto d'arrivo. Ad esempio l'universalità del servizio pubblico è data dai contatti che fai nelle diverse fasce orarie. Non voglio perdere ascolti ma trasferirli e spalmarli su altri media della Rai". Infine una battuta su Bruno Vespa, che ha detto che è grazie a Rai1 che vengono pagati gli stipendi in Rai: "E' una battuta divertente ma la realtà è un'altra cosa. Gli stipendi li paghiamo con il canone, che rappresenta i 2/3 delle nostre entrate".

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