sabato 10 dicembre | 16:39
pubblicato il 10/gen/2012 05:10

Rai/ Monti in campo, Ok Pd a nuova governance. Stop da Pdl

Da maggioranza 'veto' su privatizzazione. Udc: Evitare pregiudizi

Rai/ Monti in campo, Ok Pd a nuova governance. Stop da Pdl

Roma, 10 gen. (askanews) - Mario Monti annuncia a breve un'iniziativa sulla Rai, l'azienda della tv pubblica che vive da mesi una crisi di ascolti e di bilancio ma a giudicare dalle reazioni politiche, non tutte positive, il compito del presidente del Consiglio si preannuncia difficile. Se infatti il Pd apre ad una riforma della governance sulla quale ha già pronta una proposta di legge condivisa da tutto il partito, il Pdl pone dei paletti, innanzitutto sul ruolo dell'esecutivo: "La Rai non è un problema del governo", ha avvertito il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto -. Dopo la riforma del 1975, il rapporto è tra il Parlamento e la Rai. Non credo se ne debbano occupare i tecnici". "La Rai non è l'urgenza numero uno nella mia attività - ha detto ieri Monti a 'Che tempo che fa' a proposito di una possibile privatizzazione della tv pubblica -. E' una forza del panorama civile e culturale italiano, è una forza che ha bisogno di passi in avanti. Mi dia qualche settimana e lei vedrà". Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione del Pd apprezza l'annuncio del premier: "Ha fatto bene Monti a parlare di un'iniziativa sulla Rai, io non credo spetti solo al Parlamento affrontare il tema, in passato infatti le leggi sulla tv pubblica sono state fatte dai ministri della Comunicazione". Ma sulla privatizzazione il Pd non è d'accordo: "Non siamo per la privatizzazione perchè è meglio avere un servizio pubblico", spiega Fabrizio Morri, capogruppo Pd in Vigilanza, che pur non conoscendo il progetto del governo, (in realtà nessuno dei parlamentari interpellati pensa che ce ne sia già uno in cantiere e comunque nessun contatto è stato ancora avviato tra esecutivo e Parlamento), ritiene che per risolvere i problemi economici dell'azienda "l'esecutivo potrebbe inventarsi qualcosa sulle strutture che trasmettono il segnale". A quanto si apprende anche il presidente della Vigilanza, Sergio Zavoli, ritiene che Monti abbia intenzione di intervenire in modo perentorio e che la sua sia stata per ora solo "una dichiarazione di intenti". In ogni caso una decisione andrà presa entro marzo, spiega ancora Morri perchè allora scadrà l'attuale Cda e se per allora non ci sarà una riforma "il governo potrebbe decidere una specie di commissariamento transitorio che a noi non dispiacerebbe". Il Pd rilancia poi la proposta unitaria del partito discussa recentemente in un vertice dei responsabili del settore: "La nostra idea è quella di una amministratore unico con poteri forti che sia autonomo dalla politica", dice Gentiloni e che metta fine al Cda "eletto dalla maggioranza politica che ripropone gli equilibri del Parlamento", aggiunge Morri che denuncia un certo il "nervosismo" del Pdl all'ipotesi di una riforma della governance Rai. "Si rispettino le sentenze della Corte Costituzionale, che limitano in maniera molto drastica il ruolo del governo ed affidano al Parlamento scelte e responsabilità - ha chiosato Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl al Senato -. E si levi dal campo qualsiasi ipotesi di commissariamento che sarebbe inaccettabile, impraticabile ed impossibile". Insomma il dibattito è acceso tra le due principali forze che sostengono il governo Monti. L'Udc, Roberto Rao, invita perciò ad evitare polemiche e a concentrarsi sul futuro di un'azienda in evidente difficoltà: "Il Governo presentera' tutte le proposte che riterra' più opportune, esercitando i suoi legittimi poteri. Spettera' poi al Parlamento discutere, approvare o respingere le proposte che saranno avanzate. E' tuttavia fondamentale mettere da parte ogni pregiudizio, anche e soprattutto di natura ideologica". Al di fuori della maggioranza invece Lega e Idv hanno posizioni opposte: "Occorrono delle norme per cacciare i partiti dal governo dell'azienda pubblica", duce il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando. "Alla Rai serve al più presto una cura dimagrante" è l'opinione di Davide Caparini, capogruppo del Carroccio in Vigilanza secondo il quale "il servizio pubblico andrebbe 'messo al bando'" tra i tanti attori che forniscono contenuti di informazione ma non solo.

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