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pubblicato il 13/mag/2016 13:20

Rai, Fico: servizio pubblico ridotto ad agenzia propaganda governo

Presidente Vigilanza: disposto ad agire in ogni modo per rispetto principi

Rai, Fico: servizio pubblico ridotto ad agenzia propaganda governo

Roma, 13 mag. (askanews) - "Come cittadini non paghiamo il canone per assistere al miserevole spettacolo di un servizio pubblico ridotto ad agenzia per la propaganda governativa. Pretendiamo un servizio pubblico che agisca come un vero e proprio quarto potere, indipendente in primo luogo dal potere esecutivo". Lo ha scritto su Facebook il presidente della commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, Roberto Fico.

"Personalmente - ha detto ancora l'esponente M5S - sono disposto ad agire in ogni modo, anche non convenzionale, pur di ottenere dalla Rai il rispetto dei più basilari principi che regolano l'informazione".

"Lo scorso anno, durante la campagna per le elezioni regionali, è stato superato qualsiasi limite di decenza - ha denunciato Fico - Ricordiamo il conduttore di una trasmissione del servizio pubblico prostrato per 35 minuti al Presidente del Consiglio: un'intervista talmente imbarazzante da costringere l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni a richiamare la Rai al rispetto dei più basilari principi dell'informazione. È passato un anno, la governance della concessionaria pubblica è stata rinnovata, è nato persino un super direttore editoriale per l'offerta informativa, e cos'è cambiato? Nulla. I dati Agcom relativi al primo periodo della campagna elettorale sono a dir poco inquietanti".

"Nei tg Rai, con la parziale eccezione del Tg3, presidente del Consiglio e Governo - ha riferito il presidente della Vigilanza - occupano fra il 40 e il 50 per cento dello spazio, cui va sommato il tempo fruito dal Pd: numeri senza precedenti e in aperta violazione di legge. Non solo nei tg, il premier imperversa anche nei programmi d'informazione ('Che tempo che fa' e 'Porta a porta'). Un Presidente del Consiglio può anche essere assetato di onnipresenza mediatica e infischiarsene delle regole (non dovrebbe, naturalmente, ma il livello del personaggio è questo), ma è l'emittente pubblica che non può e non deve consentirlo".

"Come membro e Presidente della Commissione di Vigilanza, non alzo il telefono per bloccare le trasmissioni: non è questo il nostro modo di interpretare un ruolo istituzionale e di garanzia. Sto rivolgendo un'interrogazione alla concessionaria e un esposto all'Autorità. Ai vertici Rai chiedo prima di tutto di studiare la legge, i regolamenti e la giurisprudenza dell'Agcom, primo passo per arginare la sete di onnipresenza mediatica del premier. Ma non basta. Chiedo anche un cambiamento culturale", ha concluso Fico

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