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pubblicato il 04/lug/2012 20:38

Rai/ E' scontro ai vertici:Fini contro Schifani, Pdl contro Pd

Fini: Schifani spieghi sue scelte. Schifani: Legge lo impone

Rai/ E' scontro ai vertici:Fini contro Schifani, Pdl contro Pd

Roma, 4 lug. (askanews) - Sull'elezione del Cda della Rai è scontro ai massimi livelli istituzionali. Dopo le ripetute 'fumate nere' di ieri e oggi e la contestata scelta del presidente del Senato, Renato Schifani, di sostituire il senatore del Pdl Paolo Amato con quello di Coesione Nazionale Pasquale Viespoli è sceso in campo oggi il presidente della Camera, Gianfranco Fini, chiedendo al collega dell'altro ramo del Parlamento di motivare la sua scelta, soprattutto a livello di tempistica e opportunità politica. Secondo Fini, infatti, Schifani deve "chiarire perché essa sia improvvisamente maturata solo oggi", dopo che "Viespoli ha sottoposto la questione ai presidenti delle Camere il 12 giugno". A stretto giro la risposta di Schifani, che ha spiegato di aver agito oggi perchè "proprio oggi Viespoli ha sollevato di nuovo la questione in Aula al Senato, minacciando di chiedere l'invalidamento delle votazioni in Vigilanza", come del resto "impone la legge istitutiva, e non un regolamento, della stessa Commissione di Vigilanza sulla Rai". Più che la correttezza formale, però, a Schifani è stata obiettata la scelta politica di procedere proprio oggi alla sostituzione. "Non è sulla correttezza formale della sostituzione del senatore Amato" che secondo Fini "bisogna riflettere, bensì sulla tempistica della decisione del presidente Schifani". "In base a quali elementi il presidente del Senato ha ravvisato l'urgenza di intervenire solo oggi? Forse perché era chiaro che la libertà di voto del senatore Amato avrebbe determinato un esito della votazione non gradito al Pdl? Se così fosse, saremmo in presenza di un fatto senza precedenti e di inaudita gravità politica". Per tutta risposta, Schifani ha rivendicato con forza il "rispetto della legge istitutiva della Commissione di Vigilanza della Rai", legge che impone che ogni gruppo sia rappresentato. "E Coesione Nazionale non lo era". Schifani, è stato quindi il ragionamento dei suoi, "non ha fatto altro che prendere atto della rinuncia del gruppo Pdl al membro eccedentario, compensandolo dall'ingresso del componente di Coesione Nazionale", come previsto dalla legge. Inoltre, il presidente del Senato non ha mancato di rimarcare, conversando con i suoi, che anche lo stesso Amato ha pubblicamente riconosciuto la "correttezza formale della decisione presa".

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