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pubblicato il 03/ago/2016 18:44

Rai, arrivano i nuovi direttori tg. Ma è scontro (anche nel Pd)

Opposizioni: Renzi peggio di Erdogan. Minoranza dem: nemmeno Berlusconi

Rai, arrivano i nuovi direttori tg. Ma è scontro (anche nel Pd)

Roma, 3 ago. (askanews) - Nessuna sorpresa dell'ultima ora. Il direttore generale della Rai Campo Dall'Orto ha ufficializzato in consiglio di amministrazione il suo pacchetto di nomine per i tg Rai, confermando tutte le indiscrezioni della vigilia. E, dunque, la conferma di Mario Orfeo alla guida del Tg1 e di Vincenzo Morgante alle testate regionali, cambi al Tg2 dove arriva Ida Colucci e al Tg3 dove il prescelto a succedere a Bianca Berlinguer è Luca Mazzà. Andrea Montanari viene indicato alla direzione del Gr mentre a tg Parlamento è in arrivo Nicoletta Manzione.

Un pacchetto che dovrà però essere prima sottoposto al vaglio del cda che tornerà a riunirsi giovedì mattina proprio con questo punto all'ordine del giorno. Se via libera sarà, di certo non avverrà all'unanimità dal momento che i tre consiglieri di opposizione, Antonio Mazzuca, Arturo Diaconale e Carlo Freccero, sono intenzionati a votare contro. Prima ancora, però, i vertici di viale Mazzini dovranno tornare in commissione di Vigilanza. Campo Dall'Orto e Monica Maggioni sono infatti attesi alle 20.30 all'organismo di Vigilanza dove illustreranno il piano delle news di cui si è discusso questa mattina. In cda non c'è stato comunque un voto, dal momento che all'attenzione dei consiglieri sarebbe stata sottoposta una proposta di progetto che, però, avrà il suo avvio ufficiale solo a gennaio del prossimo anno. Per settembre è invece prevista la creazione di un comitato che si occupi della scrittura del piano editoriale.

Quello che i vertici della Rai dovrebbero trovare in Vigilanza è comunque un clima che si annuncia infuocato. Basta vedere le dichiarazioni con cui l'ufficializzazione delle nomine è stata accolta. Forza Italia, con Renato Brunetta e Maurizio Gasparri, arriva a definire il premier peggio di Erdogan. "Renzi - affermano - aveva detto fuori i partiti dalla Rai, tutti, evidentemente, tranne il suo Pd, anzi il suo personale partito di Renzi. Questo è inaccettabile". La Lega si chiede invece se "alle purghe seguirà la galera per i giornalisti non allineati". Renzi "voleva togliere i partiti dalla Rai, ma nella realtà dei fatti - dicono dal Carroccio - una tv pubblica così schierata non c'è mai stata".

Ma le critiche arrivano anche dalla minoranza dem, che punta il dito soprattutto contro la sostituzione di Bianca Berlinguer al Tg3. "E' una rimozione - afferma Roberto Speranza - che ha il profumo della normalizzazione", "nemmeno Berlusconi osò tanto". Rincara la dose Pierluigi Bersani: "La vicenda Rai di questi giorni - dice - raffigura un Pd pienamente partecipe dei vecchi vizi. Questo non può essere in nessun modo il volto del Pd".

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