giovedì 19 gennaio | 20:41
pubblicato il 03/giu/2014 11:39

Rai: Adrai, nessuna paura di tagli ma in un quadro di riforma

(ASCA) - Roma, 3 giu 2014 - ''Come associazione dei dirigenti Rai (ADRai), lontani da una difesa corporativa della Rai, apprezziamo molto quanti - dirigenti, ex dirigenti, dipendenti, collaboratori, intellettuali ed esponenti politici responsabili e lungimiranti - hanno voluto offrire il loro generoso, puntuale e ragionato contributo per una riforma costruttiva della Rai ben sapendo quanta strada debba essere ancora percorsa. Sono stati molti, ma purtroppo i toni alti ed incendiari tendono a farsi notare piu' dello stile pacato di chi parla costruttivamente. Non puo' in questo - si legge in una nota - non colpire il fatto che le critiche piu' feroci e l'odio piu' manifesto alla Rai di oggi vengano proprio da quei gruppi editoriali o da quelle testate concorrenti che hanno tutto l'interesse nel veder ridimensionato il ruolo della nostra azienda.

Crediamo in una rinascita del servizio pubblico che si rifaccia alla sua vocazione piu' profonda di raccontare il Paese, di essere indipendente e autorevole, di intrattenere con intelligenza, di informare ed essere significativo per il vissuto delle persone. Vogliamo una Rai capace di far decollare la produzione e l'industria dell'audiovisivo, di creare indotto, di puntare sulla creazione di prodotti originali. E contemporaneamente un servizio pubblico che sia adeguato al contesto multimediale e sia capace di ampliare i propri confini e di esportare all'estero la propria produzione.

Per questo sarebbe importante che, lasciandosi alle spalle le polemiche di questi giorni, si cominciasse a parlare di futuro, un futuro in cui la Rai abbia quella funzione politica che si lega alla polis, non certo ai partiti. E la Rai dovrebbe essere motore di questo cambiamento.

Nonostante i lasciti di un complicato e caotico ventennio socio-politico con il quale dobbiamo tutti quanti fare i conti, e la Rai piu' di altri, esistono in Rai le capacita' e la possibilita' di trasformare in questo momento l'Azienda in un grande servizio pubblico aperto al futuro. Non c'e' bisogno di aspettare tempo, la Rai va solo messa nella condizione di poterlo fare, sotto il profilo politico e legislativo''.

''Abbiamo la fondata speranza che tutti - sindacati e associazioni di categoria incluse - sapranno fare un passo indietro rispetto allo sciopero annunciato il prossimo 11 giugno, non perche' - rileva la nota Adrai - non sia giusto manifestare in un momento cosi' complesso per la Rai, ma perche' esiste l'enorme rischio che questo sciopero venga strumentalmente raccontato dai media come esempio di resistenza al cambiamento o peggio come difesa di chi sa quale privilegio rischiando cosi' di contrapporre, definitivamente, il paese reale alla Rai. Quando e' proprio il paese, fatto di milioni di persone, che ogni giorno si sintonizza su canali e frequenze Rai.

Vorremo dirlo con assoluta chiarezza: la Rai e i suoi dirigenti non hanno paura dei tagli e dei cambiamenti, noi faremo la nostra parte fino in fondo, ma senza concedere nulla a disegni privi di progettualita' o a narrazioni deformate, sprezzanti, diffamatorie e grottesche di quel che ogni giorno accade in una delle aziende piu' importanti e complesse del Paese''.

red/mar

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