martedì 06 dicembre | 01:46
pubblicato il 04/ago/2015 21:06

Rabbia renziana: De Bortoli provocazione. Su Rai si tratta con Fi

Gli uomini del premier: minoranza Pd dica al paese cosa vuol fare

Rabbia renziana: De Bortoli provocazione. Su Rai si tratta con Fi

Roma, 4 ago. (askanews) - La mossa della minoranza Pd su Ferruccio De Bortoli è una "provocazione", non usano giri di parole alcuni dei parlamentari Pd vicini al premier per commentare la decisione dei bersaniani di votare l'ex direttore del Corriere della sera per il cda Rai. Non semplicemente qualcuno che è critico nei confronti di Matteo Renzi, ma colui che parlò di "odore di massoneria" in un ormai celebre editoriale che stroncava il premier e il patto del Nazareno. Un'escalation che a questo punto spinge molti, nel Pd, a chiedersi "cosa vogliono fare" Pier Luigi Bersani, Massimo D'Alema, Enrico Letta, Rosy Bindi, Gianni Cuperlo, ovvero i leader della fronda interna al segretario-premier. La convinzione che va maturando è che l'obiettivo sia quello di bloccare a tutti i costi le riforme costituzionali, in modo da rendere quasi inutilizzabile la riforma elettorale fortemente voluta da Renzi.

Un timore che spinge Renzi a ricercare un canale di dialogo con Silvio Berlusconi, a partire proprio dalla Rai. Oggi, raccontano, il premier ha fatto il punto in conference call con i capigruppo Luigi Zanda e Ettore Rosato, per cercare di individuare quel nome capace di raccogliere 27 voti in commissione di Vigilanza. Un quorum che impone al Pd un'intesa con Fi, o con M5s. Ma è con Fi, spiega uno dei commissari Pd, che si cerca l'accordo di fondo per eleggere il presidente Rai, "e se poi piace anche a M5s meglio...".

Gli azzurri si aspettano che non venga replicato il metodo-Mattarella, quando il nome del candidato Pd al Quirinale venne comunicato a Berlusconi a giochi fatti. Anche in questo caso, il partito è diviso, da un lato i falchi che spingono alla linea dura nel caso in cui Renzi non proponga un nome di area liberale (in pole position c'è Piero Ostellino), dall'altra l'ala dialogante rappresentata da Paolo Romani che avrebbe avuto contatti anche con Luca Lotti e Maria Elena Boschi.

Il voto della minoranza Pd, peraltro, non è scontato nemmeno sul presidente. Alfredo D'Attorre, con una mezza provocazione, fa capire che la battaglia può ripetersi anche domani: "Se si vuole dare un segnale di attenuazione della presa partitica il nome migliore è quello di Freccero. Cosa farà la minoranza? Dipende dalla proposta che verrà fatta". Il toto-presidente, nel pomeriggio, accreditava l'idea di una donna, "anche perché c'è una sola donna tra i 7 del cda scelti oggi". Ma una fonte molto vicina alla trattativa faceva notare: "Il problema è trovare qualcuno che ottenga 27 voti...". Insomma, non è detto che Renzi riesca a rispettare il criterio. Di sicuro, spiega un commissario Pd in Vigilanza, "Fi sembra del tutto contraria ad Antonella Mansi".

Il nodo verrà sciolto in nottata, ma a questo punto è soprattutto la partita delle riforme e la strategia della minoranza a preoccupare gli uomini del premier e anche buona parte di quella ex minoranza che ormai sostiene il leader. Si confida innnanzitutto in Anna Finocchiaro, lei come presidente della commissione Affari costituzionali del Senato può stoppare molti degli emendamenti più delicati che chiedono il ritorno all'elettività del Senato. Ma, emendamenti a parte, bisogna capire se i ribelli del Senato porteranno il loro dissenso fino in fondo. Renzi, assicura uno dei suoi, continua a mostrarsi ottimista e a ripetere che "c'è la fila per venire con noi al Senato, i numeri ci sono". Qualche senatore Pd arriva ad immaginare, appunto, un ritorno in partita di Berlusconi, dopo l'estate.

L'ottimismo esibito, però, non convince nemmeno tutti i renziani. "Certo, se la minoranza blocca la riforma del Senato è un colpo forte a Renzi. Ma, a quel punto, dovranno spiegare agli italiani perché hanno bloccato le riforme che tutti ci siamo impegnati nel momento della rielezione di Giorgio Napolitano". Perché in quel caso, sono convinti i renziani, il premier potrebbe scegliere di andare alla conta nelle urne, "è quello che più di tutti può permetterselo".

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Riforme
Referendum, Renzi: ho perso io e mi dimetto, ma senza rimorsi
Riforme
Referendum, affluenza finale 68,48%. Si è votato di più al Nord
Riforme
M5s, Lega e Fdi chiedono voto. Fi vuole tavolo legge elettorale
Riforme
Italicum a rischio, è già dibattito sulla nuova legge elettorale
Altre sezioni
Salute e Benessere
Diabete, arriva in Italia penna con concentrazione doppia insulina

Roma, 5 dic. (askanews) - Un'iniezione "morbida", più facile, e una penna con il doppio delle unità di insulina disponibili per ridurre il numero di device da gestire: un...

Enogastronomia
Festa a Roma con Heinz Beck per i 30 anni del Gambero Rosso
Turismo
Eden Travel Group, il SalvaVacanza spinge l'advance booking
Lifestyle
Giochi, Agimeg: nel 2016 raccolta supera i 94 miliardi (+7,3%)
Moda
Gli angeli sexy di Victoria's Secret sfilano a Parigi
Sostenibilità
Smart City, modello Milano grazie a ruolo utilities
Efficienza energetica
Pesticidi: una minaccia per le api, colpito anche l'olfatto
Scienza e Innovazione
Spazio, nuovo successo per il razzo italiano Vega
Motori
Audi A3 compie 20 anni, 3 generazioni e 4 milioni di esemplari