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pubblicato il 17/apr/2013 21:51

Quirinale: Marini candidato Pd-Pdl-Sc. Molti i contrari, non solo Renzi

Quirinale: Marini candidato Pd-Pdl-Sc. Molti i contrari, non solo Renzi

(ASCA) - Roma, 17 apr - ''Marini risponde a uno dei caratteri fondamentali di un candidato per il Quirinale: all'esigenza di un profilo capace di rivolgersi ad una grande dimensione sociale. Marini e' un garante del centrosinistra''. Cosi' il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha aperto il suo intervento all'assemblea dei parlamentari del centrosinistra al Teatro Capranica, annunciando la sua proposta della ''candidatura forte'' dell'ex presidente del Senato. Marini ha ottenuto anche il placet di Silvio Berlusconi: ''Domattina votiamo compatti Marini, siamo convinti che sia una persona che sapra' condurci sopra le parti''. Il centrosinistra pero' e' diviso: ''Non voglio sentir parlare di renziani o franchi tiratori ma credo che domani ci saranno molte persaone che non voteranno Franco Marini. E spero che lo dicano. Chi ritiene che quella di Marini non sia la candidatura adatta non scriva un altro nome ma alzi la mano e lo dica. Biosogna avere il coraggio di essere coerenti'', ha affermato Matteo Renzi. E non solo la cinquantina di parlamentari renziani ha confermato il disaccordo per questa soluzione. Lo stesso hanno annunciato di fare i parlamentari di Sel. Nichi Vendola, nel pomeriggio, aveva detto in Sala stampa di Montecitorio che occorreva ''prendere sul serio le indicazioni di nomi venute dal M5S''. Pur non facendone il nome, era chiara la predilezione di Vendola per Stefano Rodota'. Un no a Marini potrebbe arrivare anche da giovani deputati piddini, come Beppe Civati, anche se alla fine i numeri, sommando i voti di Pd, Pdl e Scelta civica, potrebbero bastare gia' alla prima votazione di domani mattina. L'interpretazione piu' gettonata dell'eventuale elezione di Marini che circola in Transatlantico e' quella che la esalta come primo passo di un ''prossimo governissimo o di un governo del Presidente''. Quindi elezioni anticipate rinviate, almeno per un po'. Ritorno alla distensione nei rapporti Pd-Pdl sarebbe l'ulteriore passaggio, incuranti delle reazioni del M5S. Beppe Grillo incasserebbe in questo caso la realizzazione della sua profezia: ''Inciucio per il Quirinale, poi governo Pd-Pdl''. I primi commenti dal Pd parlano di una soluzione che ''ha salvato il partito''. Gli ex Margherita e gli ex PPi non avrebbero votato D'Alema o Romano Prodi? Tutto sembra deciso per domani, quando alle 10 inizieranno le votazioni per il Capo dello Stato. Ma resta l'incognita del voto segreto. Se Marini non sara' eletto al primo scrutinio (672 i voti del quorum), tutti i giochi si potrebbero riaprire. int/

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