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pubblicato il 19/apr/2013 12:47

Quirinale: Guzzetta, chiederemo referendum elezione diretta Presidente

(ASCA) - Roma, 19 apr - ''Dopo cinquanta giorni di paralisi delle istituzioni, gli scontri politici di queste ore sull'elezione del nuovo Capo dello Stato - dichiara il costituzionalista Giovanni Guzzetta - dimostrano drammaticamente l'indeguatezza di un sistema in cui una decisione cosi' importante per il Paese viene rimessa, anziche' alla chiara scelta dei cittadini, come avviene in Francia o negli Stati Uniti, a veti incrociati dei franchi tiratori, a faide nei e tra i partiti o a opache trattative tra correnti. Il nostro parlamentarismo e' alla paralisi e contagia ormai anche le modalita' di selezione del Capo dello Stato. Con il paradosso che al momento dell'elezione vengono fuori nomi frutto, anziche' di una vera indicazione da parte degli italiani, di reciproche esclusioni da parte dei gruppi interni al Palazzo. Nei prossimi giorni sara' costituito un comitato promotore per il presidenzialismo, a partire dall'iniziativa, lanciata gia' alcuni mesi fa, sul sito www.scegliamocilarepubblica.it. Chiedero' a tutti i sottoscrittori di quell'appello ed a quanti altri vorranno unirsi a noi di partecipare a questa battaglia per evitare che la nostra democrazia si avviti in convulsioni sempre piu' drammatiche aprendo la strada ad esiti imprevedibili, di cui gia', purtroppo, ci sono preoccupanti avvisaglie''.

''L'Italia non ha bisogno ne' di impotenza ne' di peronismo, ma di una democrazia decidente e trasparente, in cui viga il principio della responsabilita' politica innanzitutto personale''. Come emerso anche dal documento dei saggi nominati dal Presidente Napolitano e' opportuno che scelte cosi' fondamentali, quale quella presidenziale, siano assunte mediante referendum popolare, come altre volte e' accaduto nella storia Repubblicana. Il Comitato - aggiunge Guzzetta - promuovera' un'iniziativa di legge costituzionale popolare perche' questo referendum possa svolgersi il prima possibile.

Si tratta di una riforma troppo importante per il Paese. Ed e' evidente ormai che le contorsioni di un sistema politico paralizzato non permetteranno mai che ad essa si giunga senza una forte spinta popolare. Una democrazia impotente non potra' mai affrontare efficacemente le gravi questioni che affliggono ormai drammaticamente il Paese, a cominciare dalla crisi economica che, per l'Italia, trova le proprie radici proprio nei sessanta anni di impotenza clientelare del sistema politico''.

com/vlm

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