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pubblicato il 19/gen/2015 21:17

Quirinale, Cav vuole pesare. Fa asse con Alfano e vede Renzi

Berlusconi placa fronda Fi, verso voto 'ritardato' su riforme

Quirinale, Cav vuole pesare. Fa asse con Alfano e vede Renzi

Roma, 19 gen. (askanews) - Un incontro con i senatori, un altro con i deputati, la reunion con Angelino Alfano. Gli step di avvicinamento di Silvio Berlusconi all'elezione del nuovo presidente della Repubblica procedono su questo doppio binario: da una parte cercare di compattare le sue truppe e 'limitare' il peso dalla fronda, dall'altra rimettere assieme i cocci di quello che fu il centrodestra. L'una e l'altra mossa con un unico obiettivo: mettere sul piatto di Matteo Renzi un pacchetto di voti tale da renderlo primo e principale interlocutore. I due si vedranno domani alle 9 a palazzo Chigi, per discutere di riforme, legge elettorale e, soprattutto, del successore di Giorgio Napolitano. Sono "ottimista - dice l'ex premier - che si possa trovare un capo dello Stato che sia "garante di tutti e non di una sola parte degli italiani".

Il 'revival' con il suo ex delfino, certo, è la mossa mediaticamente più clamorosa del Cav. In quel di Milano i due sono tornati a incontrarsi questa sera in Prefettura: ufficialmente è la prima volta da quando il ministro dell'Interno ha lasciato il Cavaliere e il Pdl per andare a fondare Ncd e tenere in vita il governo Letta. Eppure, già in precedenza, a fine dello scorso anno, ci sarebbe stato un altro colloquio, rimasto assolutamente riservato: in effetti è ormai da mesi che i toni tra i due partiti si sono decisamente ammorbiditi.

L'incontro di questa sera, però, ha tutti i crismi dell'ufficialità e questo la dice lunga. Perchè banalmente vuol dire che non serve solo a sancire un riavvicinamento - e se son rose fioriranno - ma anche formalmente a mandare un segnale all'esterno: ovvero ai democratici e segnatamente a Renzi. "Le forze parlamentari che non fanno parte del Pd e che si riconoscono nel Ppe - ribadisce ancora una volta Alfano - possono trovare una strada unitaria per far valere la voce e l'opinione dei moderati".

Ma Berlusconi ha anche un fronte interno da puntellare. Nonostante il canale di dialogo riaperto con Fitto, infatti, la fronda di Forza Italia non rinuncia a mandare i suoi segnali. Come fatto questa sera da un manipolo di 13 esponenti vicini all'eurodeputato che hanno votato contro l'articolo 1 della riforma del Senato. Poiché però l'obiettivo è non alimentare tensioni, il Cavaliere oggi ha provato a chiudere anche la grana Brunetta, scoppiata in seguito a una clamorosa sconfessione della posizione del capogruppo su tempi e modi di applicazione del patto del Nazareno rispetto alla elezione del capo dello Stato. Una sconfessione che - viene riferito - sarebbe nata in seguito a una telefonata di Renzi in persona al leader di Forza Italia.

Berlusconi, dunque, ha chiamato oggi il suo ex ministro proprio per cercare di chiudere il casus belli. In particolare, viene raccontato, gli avrebbe spiegato di aver avuto contatti con palazzo Chigi dai quali sarebbe emersa la possibilità di far slittare il voto finale sul ddl di riforma successivamente alla elezione del capo dello Stato. Un orientamento che, in effetti, sarebbe emerso anche nella riunione dei capigruppo della Camera: dai calcoli effettuati, infatti, risulterebbe pressoché impossibile riuscire a concludere la discussione prima di giovedì 29, giorno in cui il Parlamento si riunirà in seduta comune. L'ipotesi sarebbe infatti quella di concludere l'esame degli emendamenti e rinviare il voto finale dopo che sarà stato eletto il successore di Napolitano.

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