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pubblicato il 20/apr/2013 19:55

Quirinale: bentornato presidente Napolitano (nota)

Quirinale: bentornato presidente Napolitano (nota)

+++Ed ora un governo con il programma dei 10 saggi?+++.

(ASCA) - Roma, 20 apr - A definirne l'eccezionalita' basta la circostanza che si tratta della prima volta nella storia repubblicana. Il presidente quasi senza poteri delineato dalla Costituzione trova, nella riconferma alla piu' alta magistratura dello Stato di Giorgio Napolitano, incarnazione concreta della trasformazione operata nella prassi del ruolo di questo incarico.

Le qualita' ed il senso del dovere hanno costretto il Presidente a cedere di fronte ad un risultato elettorale alla radice dell'odierna situazione (con, a sua volta, alla radice l'orrida legge elettorale Calderoli, Berlusconi, Fini, Casini nota come Porcellum), ed alla insipienza dimostrata dai partiti rappresentati in Parlamento e dalle loro leadership, con il paradosso di avere tra i ferventi sostenitori di oggi coloro che ne avevano avversato la prima elezione.

Come sa bene il presidente Napolitano, i partiti, eccezion fatta per Cinque Stelle, rapidamente inseritosi nelle tattiche della 'politica politicante' con la candidatura di Rodota', erano alla ricerca di qualsiasi soluzione che potesse trarli d'impaccio dal ''cul de sac'' nel quale si sono infilati, a partire dall'ondivago Pd di Bersani, che sconta la bancarotta del gruppo di dirigenti quarantenni raccolti intorno al segretario, senza che il gruppo dirigente del soccombente Renzi abbia brillato per lungimiranza. Con Napolitano il pregio non secondario e' quello di una soluzione di alto profilo.

Che fase si apre? Che disponibilita' hanno offerto i partiti in piu' a Napolitano rispetto a due settimane or sono, tanto da indurlo a ritenere possibile un sacrificio da parte sua? Il Parlamento appare spogliarsi in qualche modo della propria responsabilita' per delegare in modo improprio al Capo dello Stato l'avvio di un percorso di riforme della politica. Il lavoro prodotto dai 'saggi' riuniti al Quirinale acquisisce, in questo senso, nuova luce. Appare il minimo comun denominatore tra Pd, Pdl e Scelta civica per la realizzazione di un programma minimo di governo. Anche qui con un'opera di supplenza del tutto impropria che la Presidenza della Repubblica ha dovuto assumere, nella prosecuzione dell'azione iniziata con il varo del governo dei tecnici che ha fatto seguito alla implosione del centrodestra nella scorsa legislatura. Nel bipolarismo straccione della seconda Repubblica, all'implosione di ieri del centrodestra, brillantemente recuperata da Berlusconi, ha fatto riscontro l'implosione odierna del centrosinistra, i cui effetti potranno essere valutati solo a medio termine.

Le forze politiche, in altri termini, con questo atto stanno 'condividendo' solo le rispettive debolezze e fragilita', Cinque Stelle incluso, dal quale continua ad emergere la vocazione ad emanare proclami piuttosto di quella di contribuire a soluzioni. Dunque non nuova fase basata su di un'intesa bensi' mera tregua, con Napolitano garante di una transizione verso una penisola della quale non appaiono ancora i contorni.

Una transizione caratterizzata dalla verosimile intenzione di non portare a termine il mandato settennale rinnovato: con l'ovvio interrogativo circa la platea degli elettori chiamata ad eleggere il successore. Questo Parlamento? Un prossimo? O si vorra' andare alla elezione diretta come richiesto da tempo a gran voce da Berlusconi? Alla ristrutturazione del sistema Italia dovra' corrispondere una ristrutturazione delle forze politiche. Il cantiere e' aperto sopratutto nel centrosinistra, dove, al contrario di quanto avvenuto nel centrodestra dove, novello Saturno, Berlusconi ha divorato, via via, i leader allevati per la sua successione, e' il Pd che ha divorato i suoi fondatori, da Marini a Prodi allo stesso D'Alema. Il processo di aggregazione intorno a Cinque Stelle con la convergenza di Sel e di quota parte (almeno nel voto segreto) dello stesso Partito Democratico, prefigura per il futuro una possibile competizione tra due poli, da un lato quello del centrodestra, dall'altro quello intorno a Grillo, con un ruolo potenzialmente residuale per l'area sin qui interpretata dal Pd.

dir/vlm

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