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pubblicato il 14/ott/2015 21:33

Quagliariello verso addio a Ncd. Alfano minimizza: non trattengo

In una lettera chiede di uscire dal governo. E ieri ne avrebbe parlato con Berluscon

Quagliariello verso addio a Ncd. Alfano minimizza: non trattengo

Roma, 14 ott. (askanews) - Fabrizio Cicchitto la liquida con un certo sprezzo. "Siamo al rischio di scissione dell'atomo". Ncd potrebbe presto perdere un pezzo, o forse qualcuno in più. Di certo, sulle barricate è salito Gaetano Quagliariello che ha inviato una lettera ad Angelino Alfano per dimettersi da coordinatore del partito e chiedere un cambio di linea rispetto al governo. "Le differenze sul piano dell'analisi e della linea politica, a noi due note da tempo ma manifestatesi in questi giorni in forma pubblica per via di significative scadenze parlamentari, mi impediscono di continuare a ricoprire tale funzione", si legge nella missiva.

La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe stata quella che per Quagliariello è stata la "forzatura" del Pd sull'incardinamento della legge sulle unioni civili. Anche se i maligni hanno un'altra teoria: e cioè che l'atteggiamento filo governativo dell'ex coordinatore abbia fatto una rotazione di 180 gradi quando, quest'estate, è saltata l'ipotesi che gli fosse affidato un ministero come compensazione di quello "tolto" a Maurizio Lupi.

Angelino Alfano commenta la notizia nel corso della stessa conferenza stampa convocata dai vertici di Alleanza Popolare per dire quanto stiano influenzando la politica di governo, per esempio con l'addio all'articolo 18 e alla tassa sulla prima casa e sul tetto ai contanti fino a 1000 euro che dovrebbero essere inserite nella legge di Stabilità domani all'esame del Cdm. "Non ho forzato nessuno a entrare - dice il ministro dell'Interno - e non trattengo con la forza nessuno. Di certo c'è che se tiro la riga dopo due anni di sacrifici noi abbiamo un bilancio molto in attivo".

Se sarà scissione o meno si vedrà, per il momento parte la classica riffa dei numeri. Fonti vicine al diretto interessato parlano di una quantità di scontenti tale da riuscire addirittura a formare un gruppo a palazzo Madama. Secondo l'inner circle di Alfano, invece, non sarebbero più di 4-5 tra deputati e senatori. Perché tra gli "insofferenti" a palazzo Madama sulle unioni civili c'è anche chi, come Formigoni e Sacconi, attendono di vedere riconfermata la propria poltrona di presidenti di commissione. Per il momento, tra i nomi che circolano, ci sono quelli dei senatori Giovanardi, D'Ascola e Augello e dei deputati Piso e Roccella.

La notizia, comunicata pare dallo stesso Alfano a Matteo Renzi, sarebbe stata accolta con un'alzata di spalle dal premier. Per il momento, ad accogliere con entusiasmo la linea di rottura di Quagliariello, è Forza Italia. Sia i due capigruppo, Brunetta e Romani che Nunzia Di Girolamo (appena rientrata tra gli azzurri), vedono in questa scelta la possibilità di "ricostruire il centrodestra". Lo stesso ex coordinatore di Ncd avrebbe parlato delle sue intenzioni ieri mattina direttamente con Silvio Berlusconi. Il Cavaliere, va però ricordato, ha spesso annoverato negli ultimi anni Quagliariello tra i peggiori "traditori". Anche per quella sua vicinanza a Giorgio Napolitano, sempre più nel mirino dell'ex premier.

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