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pubblicato il 04/nov/2013 15:08

Province: Saitta, Governo riparta da accorpamenti previsti da Monti

Province: Saitta, Governo riparta da accorpamenti previsti da Monti

(ASCA) - Roma, 4 nov - ''Il governo attuale deve ripartire da dove Monti aveva finito: dagli accorpamenti e dall'eliminazione di 7mila enti statali che avrebbero portato un risparmio di 5 miliardi di euro. Il governo Letta riparta da li' utilizzando anche i dati elaborati dal Censis che presenteremo domani alla nostra assemblea annuale''. Questo il commento del presidente dell'Unione delle province d'Italia e presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta nella conferenza stampa tenutasi oggi con il presidente del Censis Giuseppe Roma e il ricercatore Marco Baldi, per spiegare la modalita' di elaborazione della ricerca dell'istituto che verra' presentata domani al Teatro Quirino.

''La posizione del governo Letta - ha detto Saitta - e' di grande restaurazione, nel senso che si va ancora indietro: il ddl Delrio sposta l'ente provincia nell'area degli enti 'opachi' (con il meccanismo dei consorzi), quindi le province restano sulla carta, l'organizzazione statale pure resta cosi' com'e' e rimane la burocrazia dello Stato che non vuole essere cambiata''. Questo perche' ''da qualche anno - ha aggiunto - ci sono danni provocati da una non conoscenza del diritto costituzionale da parte di chi governa''.

Eppure, come ammette lo stesso presidente dell'Upi, pare che il ddl Delrio sia stato modificato sia dal ministro che dalla commissione competente, anche se ancora le province non hanno visionato gli eventuali emendamenti: ''credo - ha detto Saitta - che qualche nostra osservazione abbia cominciato a fare breccia.

Il nostro attivismo - ha spiegato ancora il presidente - non corrisponde ad un'esigenza di conservazione ma solo ad un'esigenza di aiutare il Parlamento ad avere elementi anche di carattere scientifico''. E proprio per questo, annuncia Saitta, ''il 20 novembre presenteremo uno studio fatto da diversi economisti appartenenti a piu' aree politiche e che fara' una stima degli effetti provocati dalla nostra eventuale abolizione''. Alla base di questo studio, spiega Saitta, c'e' anche l'aspetto relativo alla questione lavoro, cioe' quante persone attualmente impiegate nelle province rischierebbero, con l'attuazione del ddl Delrio, di rimanere senza posto di lavoro.

Su questo tema, Saitta ha voluto precisare che tra tutti gli enti locali, le province sono quelle che negli anni hanno rivisto la mobilita' del personale: ''quando ho cominciato io a fare il presidente di provincia - ha detto Saitta - c'erano 2100 dipendenti. Oggi sono 1700''.

Infine, il presidente dell'Upi si e' soffermato su quello che per lui e' il vero problema italiano: il localismo.

''C'e' la necessita' di dare risposte subito sulle grandi infrastrutture: se aboliamo le province, i tempi diventeranno infiniti e questo agevolera' il processo di favorire i localismi. Laddove ci sono regioni piccole - ha spiegato Saitta concludendo il suo intervento - le province non ci devono essere: ma nelle regioni grandi, ci devono stare perche' fungono da mediatori''.

red/rus

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