lunedì 27 febbraio | 21:40
pubblicato il 04/apr/2014 10:21

Province: Muraro (Upi), e' un pateracchio all'italiana

(ASCA) - Roma, 4 apr 2014- ''Questa riforma non mi convince.

Le citta' metropolitane saranno 10, e sostituiranno 10 province, ma di fatto tutto il resto, tutte le altre 100 province italiane rimarranno. E non e' vero nemmeno, come dicono alcuni organi di stampa, che l'iter della legge e' stato via via modificato in corso d'opera, si e' sempre sostenuto che le province dovessero essere sostituite da un ente di secondo livello, mai l'abolizione delle stesse''. Lo spiega Leonardo Muraro, vicepresidente Upi e presidente della Provincia di Treviso, a ''Prima di tutto'', Radio 1. ''Si e' fatta gran confusione - aggiunge Muraro- un pateracchio all'italiana, e alla fine pagheranno i cittadini, nella fruizione dei servizi che noi eroghiamo, e che sono stati rafforzati dal Governo pochi giorni fa. Si stava peraltro per commettere un altro errore, bloccato da noi dell'Upi, perche' si volevano sospendere i consigli dall'oggi al domani, col risultato di mandare a casa amministratori nelle province che a maggio vedranno svolgersi le elezioni, quindi estromessi dal mandato 3 mesi prima della scadenza dello stesso con un provvedimento del governo. Noi abbiamo sanato questa evidente stortura, con un ordine del giorno, i consigli restano in carica sino alle elezioni. Ma quello che non mi piace di questa legge- afferma Leonardo Muraro- e' che cosi facendo viene lesa la democrazia territoriale: non si elegge il presidente di Provincia, che e' una figura superpartes ma si attribuisce troppo potere alla citta' capoluogo, che a quel punto puo' fare la ''padroncina''. Penso ad esempio a Treviso, 900mila abitanti, 16 consiglieri. Cosi' si aumenta la burocrazia, perche' un sindaco ha cosi' tanto lavoro da fare e invece adesso dovra' ricoprire anche la carica di Presidente di Provincia. Nel nostro Paese ci sono oltre 700 mila comuni sotto i 5 mila abitanti, pensate a un sindaco che, abituato a governare 5000 abitanti, si ritrovi per caso a dover gestire un'intera Provincia. Aumenta cosi' il potere tecnico, burocratico, a discapito delle rappresentanza territoriali. La democrazia viene sempre piu' accentrata verso coloro che non sono eletti ma nominati dai partiti, senatori, onorevoli e sindaci. A discapito di amministratori locali, provinciali e regionali eletti dal popolo''.

res/rus

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