sabato 03 dicembre | 21:00
pubblicato il 26/lug/2013 17:12

Province: Cdm esamina ddl riordino, in attesa di abolizione

(ASCA) - Roma, 26 lug - L'odierno Consiglio ha esaminato, su proposta del Presidente del Consiglio, del ministro dell'Interno Angelino Alfano, del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Graziano Delrio, e del ministro per le Riforme costituzionali Gaetano Quagliariello, un disegno di legge per il riordino delle funzioni delle province in attesa che venga approvato il disegno di legge costituzionale che le abolisce. Lo comunica una nota di Palazzo Chigi, precisando che ''nel rispetto dei principi di sussidiarieta', differenziazione delle competenze e autonomia si configura un nuovo assetto degli enti locali che possa rispondere meglio a criteri di efficacia, oltre che di risparmio dei costi''.

Piu' nel dettaglio ''il governo del territorio vede, secondo il ddl, soltanto due livelli amministrativi a elezione diretta: Regioni e Comuni. Le funzioni sovracomunali e provinciali ''vengono invece assegnate ai sindaci eletti nei Comuni, che se ne occupano a titolo gratuito e che si riuniscono in enti di secondo livello: sono prefigurate in questo modo quindi le Citta' metropolitane, le Province fino all'entrata in vigore della riforma costituzionale, le Unioni dei Comuni''.

LE CITTA' METROPOLITANE.

Gia' previste nel nostro ordinamento fin dalla legge 142 del 1990, inserite nel Tuel e nella Costituzione ma mai veramente decollate, le citta' metropolitane sono pensate come enti di secondo grado ma potenziati per un riordino sistematico: la popolazione, i centri di ricerca, i sistemi produttivi piu' dinamici si concentrano gia' nelle grandi citta'.

Le Citta' metropolitane di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria si costituiscono gia' dal 1* gennaio 2014 per dar vita allo statuto e al 1* luglio 2014 diventano operative e vanno a sostituire le relative Province, ne assorbono le funzioni subentrandovi come enti di secondo grado. Per la Citta' metropolitana di Roma Capitale varra' una disciplina speciale. La Citta' metropolitana avra' funzioni istituzionali di programmazione e pianificazione dello sviluppo strategico, coordinamento, promozione e gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione. Oltre ad ereditare le funzioni delle Province, le Citta' metropolitane hanno funzioni di pianificazione territoriale generale, promozione dello sviluppo economico, mobilita' e viabilita', ferme restando le competenze delle Regioni. Alla Citta' metropolitana vengono trasferiti patrimonio, risorse e personale della Provincia. Il sindaco metropolitano e' il Sindaco della citta' capoluogo. Il Consiglio e' costituito dai sindaci dei Comuni con piu' di 15 mila abitanti e dai presidenti delle Unioni dei Comuni con 10mila abitanti che si esprimono con voto ponderato. Per i primi tre anni ne fanno parte anche i presidenti delle Unioni di Comuni istituite per l'esercizio delle funzioni obbligatorie.

Il Sindaco metropolitano puo' nominare un vicesindaco e consiglieri delegati. E prevista anche una conferenza dei sindaci dei comuni di tutta l'area metropolitana per approvare statuti e bilanci.

LE PROVINCE.

Dall'entrata in vigore della legge, e in attesa della legge costituzionale di abolizione, i presidenti o i commissari delle attuali Province convocano i sindaci dei comuni del territorio provinciale entro 20 giorni dalla proclamazione per dare vita ad un ente di secondo grado semplificato, di area vasta, dove le funzioni sono ridotte e dove al posto di Presidente e consigli provinciali eletti a suffragio diretto si avranno sindaci e presidenti delle Unioni. E' prevista inoltre una assemblea che eleggera' al suo interno il presidente della Provincia. Un organo piu' ristretto di sindaci, il Consiglio provinciale, avra' compiti di indirizzo. Tutti i sindaci e i componenti degli organi svolgono le loro funzioni saranno a titolo gratuito.

Alle Province come enti di secondo grado (il nome Province in questa legge resta, essendo ancora in Costituzione), rimarranno le funzioni di pianificazione riguardo territorio, ambiente, trasporto, rete scolastica. L'unica funzione di gestione diretta riguardera' la pianificazione, costruzione e manutenzione delle strade provinciali.

Con legge regionale saranno trasferite insieme alle funzioni delle Province anche il patrimonio e le risorse umane e strumentali verso i Comuni e le Unioni dei Comuni, Citta' metropolitane o Regioni. Le funzioni attualmente svolte dalle Province saranno assegnate prevalentemente ai Comuni.

Province commissariate Fino alla prima tornata elettorale utile per i sindaci del territorio provinciale restano in carica i commissari o presidenti in carica delle Province.

ROMA CAPITALE.

Roma Capitale assume anche la natura giuridica e le funzioni di Citta' metropolitana. Il sindaco di Roma diventa anche sindaco metropolitano. I comuni della provincia confinanti con Roma possono deliberare di aderire alla citta' metropolitana. La provincia di Roma come ente di secondo livello sara' in funzione limitatamente al territorio residuo.

UNIONI DEI COMUNI.

Nell'ottica dell'efficacia, ottimizzazione e semplificazione il disegno di legge da' forte impulso ai piccoli e piccolissimi Comuni perche' si organizzino in Unioni dei comuni. Attraverso le Unioni, senza perdere la dimensione locale, i piccoli Comuni possono acquisire maggiore forza per quanto riguarda organizzazione dei servizi, risposta ai cittadini, possibilita' di affrontare scelte di piu' ampio respiro. Anche le Unioni sono formate da sindaci impegnati a titolo gratuito e non prevedono personale politico appositamente retribuito. Assumendo decisioni coordinate per piu' Comuni le Unioni produrranno nel tempo una gestione piu' efficacia ed economie di scala.

Per incentivare le Unioni, le Regioni possono decidere misure specifiche nella definizione del patto di stabilita' verticale; inoltre i presidenti di Unioni possono partecipare ai consigli delle Province/enti di secondo livello e delle Citta' metropolitane.

ENTI ''IMPROPRI''.

Il disegno di legge prevede di avviare un percorso di analisi di circa 5.000 enti statali, regionali, locali e di determinare la cancellazione degli enti ''impropri'' le cui funzioni possono trovare piu' razionale allocazione portando a compimento il percorso avviato dal governo precedente.

com-stt/sat

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Riforme
Vigilia del voto, Sì e No si accusano di violare il silenzio
Riforme
Referendum, Renzi: brogli? Siamo seri, polemiche stanno a zero
Altre sezioni
Salute e Benessere
Sifo: in Italia 4 milioni di depressi. Ma solo 1 su 3 si cura
Enogastronomia
Nasce il Movimento Turismo dell'Olio
Turismo
Turismo, Franceschini: il 2017 sarà l'Anno dei Borghi
Lifestyle
Yocci, il Re della Torta di Carote e... il modo di essere
Moda
Gli angeli sexy di Victoria's Secret sfilano a Parigi
Sostenibilità
Smart City, modello Milano grazie a ruolo utilities
Efficienza energetica
Pesticidi: una minaccia per le api, colpito anche l'olfatto
Scienza e Innovazione
Ministeriale Esa, Battiston (Asi): l'Italia è molto soddisfatta
Motori
Audi A3 compie 20 anni, 3 generazioni e 4 milioni di esemplari