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pubblicato il 08/set/2011 15:43

Province/ Calderoli: Con ddl meno enti intermedi e più servizi

"Con le 'province regionali' avremo più autonomia del territorio"

Province/ Calderoli: Con ddl meno enti intermedi e più servizi

Roma, 8 set. (askanews) - "Con la modifica costituzionale approvata oggi dal Consiglio dei ministri sarà possibile far coincidere due esigenze contrapposte: da una parte quella di garantire la razionalizzazione degli enti intermedi e dall'altra quella di garantire le identità e l'incremento del grado di autonomia di governo del territorio". Ne è convinto il ministro leghista Roberto Calderoli, a giudizio del quale "le future 'province regionali' assomiglieranno alle attuali Province delle Regioni a statuto speciale, che già oggi hanno competenza esclusiva per l'ordinamento dei propri enti locali. Conseguentemente le Regioni ordinarie aumenteranno la loro autonomia e somiglieranno a loro volta sempre di più alle stesse Regioni a statuto speciale, assumendone le caratteristiche". Secondo il ministro per la Semplificazione, "la declinazione di questa autonomia consentirà: una concreta riduzione del numero degli enti intermedi; un dimensionamento degli stessi a misura del territorio, che non potrà che essere diverso da Regione a Regione, oppure all'interno della stessa Regione; una riduzione degli organi e della macchina amministrativa; maggiori risorse per i servizi da erogare al cittadino; una maggiore corrispondenza tra le esigenze del territorio e le funzioni dell'ente; la immediata cancellazione di tutta la costellazione di organismi ed agenzie non previsti dalla Costituzione, ma spuntati come funghi nel corso del tempo per garantire poltrone per tutti". Calderoli osserva che "il passaggio di un ente locale dal livello statale a quello regionale non è una diminutio bensì una evoluzione federalista dell'ordinamento. Sono bergamasco, sono fiero di esserlo e intendo continuare ad esserlo. E come bergamasco, preferisco che le funzioni e l'ordinamento della mia provincia siano decisi a Milano anziché a Roma".

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