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pubblicato il 01/apr/2014 12:09

Province: Brunetta scrive a Napolitano, riforma incostituzionale

Province: Brunetta scrive a Napolitano, riforma incostituzionale

(ASCA) - Roma, 1 apr 2014 - ''Ci accingiamo in questi mesi a riformare profondamente la nostra Carta fondamentale, in un clima di intese su riforme essenziali che consentano all'Italia di rendere il suo sistema istituzionale piu' funzionale, attraverso la riforma del bicameralismo, la revisione del titolo V della Costituzione, l'approvazione di una nuova legge elettorale''. E' quanto scrive Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in una lettera inviata al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. ''Ma siamo consapevoli - sottolinea l'ex ministro - che il percorso di riforma deve rispettare forme e modalita' previste dalla Costituzione vigente. Oggi in Parlamento, sulla base di un'urgenza non giustificata, si discutono norme di riforma dell'ordinamento degli enti locali che, oltre ad introdurre elementi di ulteriore caos normativo in attesa di una piu' complessiva riforma delle istituzioni, sono in aperto contrasto con le disposizioni di cui agli articoli 1, 5, 48, 114, 117,118 e 119 della Costituzione e con i principi della Carta europea delle autonomie locali, soprattutto per quel che riguarda le funzioni delle Province e la legittimazione democratica degli organi di governo delle Province e delle Citta' metropolitane''. ''Nelle Commissioni parlamentari competenti per l'esame in sede referente del provvedimento - prosegue Brunetta - , tutti gli illustri costituzionalisti auditi hanno evidenziato numerosi profili di incostituzionalita', di cui non si puo' non tenere conto, solo per offrire all'opinione pubblica un prodotto da vendere in campagna elettorale. Anche Forza Italia, come annunciato fin dall'illustrazione del proprio programma elettorale, e' favorevole all'abolizione delle Province, ma nelle forme e nei modi previsti dalla Costituzione''. Quindi aggiunge: ''Per questo in Senato abbiamo votato convintamente le procedure di urgenza per i disegni di legge di modifica costituzionale per l'abolizione delle Province.

Essendo quindi gia' avviato un processo di riforma in tal senso, mi chiedo perche' insistere nel portare avanti un disegno di legge non coerente con gli obiettivi dichiarati, che non abolira' le Province, ma moltiplichera' il numero degli amministratori locali e creera' dieci citta' metropolitane con conseguenti aggravi di costi, paralisi o complicazioni decisionali, rischi di distruzione di apparati e di competenze tecniche oggi essenziali sul territorio''. ''Le chiedo, Signor Presidente - scrive in conclusione - , a garanzia della democrazia e della Costituzione, di sostenere il nostro appello in Parlamento per modificare il testo prima che sia approvato, evitando cosi' di dover presto ricorrere a disposizioni 'correttive', magari a seguito del monito della Corte Costituzionale (la quale peraltro ha gia' una volta di recente sconfessato l'azione del Governo e del Parlamento con la sentenza n. 220/2013). Il rischio e' infatti quello di promulgare un testo palesemente incostituzionale''.

com-sgr/sam/

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