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pubblicato il 27/mar/2014 12:17

Province: Borghi (Pd), ddl Delrio importante per enti locali montagna

(ASCA) - Roma, 27 mar 2014 - ''Finalmente la legge sugli enti locali si e' sbloccata, e a questo punto il passaggio finale alla Camera assume i contorni della formalita'''. Cosi' Enrico Borghi (Pd), presidente Uncem e a capo dell'Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna, commenta il via libera del Senato al Ddl Delrio che modifica sostanzialmente la struttura degli enti locali e che ora torna alla Camera per la terza lettura. ''Come parlamentari montanari - aggiunge Borghi - abbiamo lavorato intensamente sia con il precedente governo Letta che con l'attuale governo Renzi per ottenere questo risultato, e ringrazio in proposito i sottosegretari Delrio e Bressa nonche' il ministro Boschi che sono stati importanti interlocutori in questi giorni. Per gli enti locali dei territori montani questo provvedimento fornisce risposte significative. Intanto, avvia il processo di organico decollo delle Unioni dei Comuni montani, che andranno progressivamente a sostituirsi al tessuto delle precedenti Comunita' Montane con una governance piu' snella e meno ridondante, minori costi e maggiori competenze e attribuzioni. Sara' il modo con il quale le municipalita' non verranno abbandonate a se stesse, ma potranno raggiungere al tempo stesso ambiti efficienti per l'erogazione dei servizi e per l'applicazione delle politiche di tutela e di sviluppo delle montagne gia' prerogativa delle ex Comunita' Montane in applicazione all'articolo 44 della Costituzione. Inoltre, il recupero della giunta nei Comuni sotto i 1.000 abitanti e il ritorno dei Consigli Comunali nei piccoli Comuni a livelli dignitosi non significa, come ha detto qualche parlamentare disinformato e sprovveduto, il ritorno della Casta, ma la condizione elementare di equilibrio democratico e di possibilita' di rappresentanza, anch'essa assicurata senza oneri aggiuntivi e nessun costo. Da rilevare anche un risultato da anni richiesto, e sempre inevaso, come la possibilita' di terzo mandato per i sindaci sotto i 3.000 abitanti, circostanza che insieme alle altre configura la possibilita' di sviluppare il concetto dell'ordinamento differenziato per i piccoli Comuni. Da ultimo, il riconoscimento della peculiarita' amministrativa delle province interamente montane suggella un disegno di legge che per la prima volta dopo molti anni non si chiude all'insegna della penalizzazione dei territori e degli enti locali, ma al contrario apre scenari interessanti di applicazione e di rilancio delle politiche di territorio e di valorizzazione delle autonomie locali''. res/rus

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