giovedì 19 gennaio | 20:31
pubblicato il 30/ago/2011 21:10

Prodi-Veltroni scuotono Pd, pressing referendum pro Mattarellum

Anche Franceschini a favore mobilitazione. D'Alema in minoranza?

Prodi-Veltroni scuotono Pd, pressing referendum pro Mattarellum

Roma, 30 ago. (askanews) - Detto fatto. Romano Prodi a Bologna e Walter Veltroni a Roma rompono gli indugi e, come annunciato, firmano per chiedere un referendum che cancelli il cosiddetto 'Porcellum' e stabilisca il ritorno al Mattarellum. Rompere gli indugi nel partito per romperli in Parlamento. La convinzione che infatti muove il comitato referendario - animato fin dall'inizio dell'estate dall'ulivista Arturo Parisi e sostenuto dai 'partner esterni', Idv e Sel - è che, visto che le cose per cambiare legge elettorale non si muovono nei palazzi della politica, vanno azionate delle leve in società. La consultazione popolare, dunque, quale mezzo per liberarsi di una legge elettorale criticata da sinistra e da destra e per salvaguardare il maggioritario. Il professore e Veltroni partono in quarta, necessario raggiungere l'obiettivo delle 500mila firme entro la fine di settembre. Al lavoro con banchetti e iniziative. E la cosa non può non imbarazzare l'altra parte del partito, quella più vicina alla maggioranza bersaniana, ma di marchio nettamente 'dalemiano' più incline a sostenere riforme elettorali in senso proporzionale. Che poi sarebbe un ponte lanciato verso i centristi, tanto che oggi il presidente dell'Udc Rocco Buttiglione arriva ad accusare Prodi di ostacolare "l'intesa tra Pd e Udc". Ma la consapevolezza che ricorrere al referendum sia un modo efficace per evitare di tornare alle urne con questa legge elettorale si fa strada anche tra i sostenitori del segretario. Proprio alla luce di questa considerazione, il capogruppo alla Camera Dario Franceschini sta spingendo affinchè Bersani mobiliti il partito per la raccolta delle firme. Giovedì la questione verrà affrontata nella riunione del coordinamento del Pd. Tra le nuove adesioni alla campagna referendaria, si registra quella di Ignazio Marino che annuncia la sua firma "anti-porcellum". Il pressing sul segretario si fa sempre più intenso. Bersani a sera chiarisce che non firmerà perchè è meglio che i segretari "non mettano il cappello" sulle iniziative referendarie. Largo alla società civile, dunque, lascia intendere il leader Democratico, che non chiude la porta ai referendari, prefigurando un esito tipo quello dei referendum di giugno, sui quali il Pd decise di dare il proprio contributo in fase di campagna elettorale e non di raccolta firme. "Quando sarà ora di combattere, se il Pd decide di dare una mano, i risultati poi si vedono come si sono visti...", dice Bersani. Con gran pace della parte proporzionalista del partito.

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