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pubblicato il 28/lug/2011 12:55

Processo lungo/ Zanda:Ora è il momento di parlare di regime

Viene piegato intero sistema istituzionale a interesse Premier

Processo lungo/ Zanda:Ora è il momento di parlare di regime

Roma, 28 lug. (askanews) - Non solo la fiducia, ma la fiducia su un ddl "inserito nel calendario con un metodo subdolo", senza che l'opposizione fosse stata informata sui reali contenuti del ddl Lussana il cui titolo si riferiva solo all'esclusione dai benefici del rito abbreviato per gli imputati di reati poer i quali sia previto l'ergastolo. E' quanto denuncia il vice capogruppo del Pd Luigi Zanda, intervenendo nell'Aula del Senato dopo che il governo ha annunciato la fiducia sul ddl ormai diventato del 'processo lungo'. "Se c'è un momento della storia di una democrazia, come era, come è stata la democrazia italiana, in cui si deve usare la parola regime quel momento è questo, ha denunciato il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda interviene nell'Aula del Senato. E aggiunge: " una parola che non uso volentieri riferendola al mio Paese. Nel 2011 non vedremo mai in Europa e in Italia un regime con le camicie nere, le corporazioni o la marcia su Roma ma vedremo quello cui oggi assistiamo in Italia: un sistema intero piegato al Presidente del Consiglio. Piegato nel Parlamento, nell'informazione, nella giustizia". "Oggi In Italia la situazione è drammatica. L'intero sistema economico chiede un cambiamento. Questa mattina le borse hanno aperto con difficoltà estrema, i nostri titoli sono in crisi e lo spread è saltato per aria. Lo Stato è ormai spappolato. Lo Stato centrale e anche quello periferico. E il Senato che fa? E' chiamato a esaminare una legge schifosa che mette a rischio l'intero impianto del processo penale e lo fa per difendere gli interessi processuali di una persona che tiene ostaggio l'Italia intera corrompendo la testa dei cittadini, cambiando in peggio i costumi, aumentando le diseguaglianze, dividendo il Paese". "Questa maggioranza - aggiunge Zanda - perde le elezioni, i referendum, perde pezzi di se stessa. La parte che resta continua a sostenere il governo di malavoglia. Chiunque di noi abbia rapporti personali con i colleghi della maggioranza sa quali sono i giudizi veri, personali, profondi nei confronti di un Presidente del Consiglio che sta distruggendo anche loro in un Parlamento che oggi è ancora una volta umiliato, sventrato. Un Parlamento che è diventato un ufficio, l'ufficio di Berlusconi che, come tutti i capiufficio, decide quello che deve fare. Una volta armonizza i tempi e una volta mette la fiducia". .

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