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pubblicato il 24/giu/2014 08:43

Privacy: Soro, barbarie audio interrogatorio Scajola su tutti i tg

Privacy: Soro, barbarie audio interrogatorio Scajola su tutti i tg

(ASCA) - Roma, 24 giu 2014 - ''Ho ascoltato su tutti i telegiornali l'interrogatorio di Claudio Scajola e ho solo un aggettivo per descrivere quel minuto di televisione: una barbarie. Mettere in onda di un detenuto in quel momento di assoluta fragilita' ha fatto sprofondare il livello di giornalismo''. Intervistato da 'Avvenire', Antonello Soro, Garante della Privacy 'tira le orecchie' alla stampa: ''A che serviva dare alla stampa l'audio di quell'interrogatorio? Cosa aggiungeva alla qualita' e all'essenzialita' dell'informazione? Non bastava la sintesi di quello che Scajola aveva detto? La verita' e' che sono cresciute forme distorsive di giornalismo, che assecondano e incoraggiano le curiosita' morbose dei lettori, senza riflettere su quanto si possa danneggiare, in modo irreparabile, la dignita' di una persona e pregiudicare per sempre la sua vita di relazione''.

Soro chiede una svolta in tempi rapidi. ''L'ordine dei giornalisti poteva decidere di aggiornare un codice deontologico vecchio di 16 anni. Poteva farlo muovendosi autonomamente ma fino ad ora non l'ha fatto e ha fatto male.

E questa indisponibilita' puo' aprire le porte a un intervento del legislatore: se non si esercita l'autodisciplina prima o poi arriva una norma piu' rigida''.

La accuseranno ancora di voler mettere il bavaglio alla stampa? Soro non ci sta: ''L'idea del bavaglio e' estranea alla mia cultura. Chi informa i cittadini svolge un compito insostituibile, esercita doverosamente i diritti fissati dall'articolo 21 della Costituzione. Ma il giornalismo da trascrizione non mi piace. Puo' fare male, puo' sfregiare la vita di tante persone. E allora insisto chiedendo un di piu' di riflessione e di responsabilita': ci sono persone che finiscono intercettate in vicende che non c'entrano nulla con la loro vita e che parlano di cose irrilevanti ai fini dell'inchiesta. Non va bene. Insisto, non va bene. E poi anche un indagato ha diritto al rispetto della propria dignita'''.

red/vlm

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