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pubblicato il 10/giu/2014 11:56

Privacy: Grasso, contrastare 'paradisi virtuali' come quelli fiscali

Privacy: Grasso, contrastare 'paradisi virtuali' come quelli fiscali

+++Il presidente del Senato: tutelare ed educare minori a uso social network+++. (ASCA) - Roma, 10 giu 2014 - ''Con piacere, il Senato torna ad ospitare la presentazione della Relazione annuale del Garante per la protezione dei dati personali, occasione che ci offre l'opportunita' di una riflessione sulla situazione attuale del sistema della tutela del diritto alla riservatezza e sui suoi possibili sviluppi. Questo diritto, fondamentale per il cittadino e la persona, in un mondo permeato dalla tecnologia risulta in costante mutamento e necessita di un alto grado di riflessione, aggiornamento, protezione e di una sempre piu' attenta opera di vigilanza.

Se e' vero che la riservatezza e i dati personali sono l'aspetto e il valore piu' intimo e privato di una persona, e' anche vero che sempre piu' l'individuo, spesso inconsapevole dei rischi e delle autorizzazioni che firma senza leggere, fa veicolare volontariamente aspetti e momenti delicati della sua vita''. Cosi' il presidente del Senato, Pietro Grasso, intervenendo alla presentazione della Relazione annuale del Garante per la protezione dei dati personali, presso la Sala Koch di Palazzo Madama. ''L'inarrestabile progresso tecnologico ha portato nella nostra vita molte comodita' e un'enorme facilita' di comunicazione, ma come ogni processo va governato e non subito, soprattutto quando come in questo caso va a toccare aspetti cosi' delicati della nostra vita sia personale che come comunita'. Sotto il primo aspetto, non v'e' dubbio, che l'utilizzo di internet e dei cosiddetti social network sia entrato profondamente nella vita di molti italiani, di milioni di giovani e soprattutto di tantissimi minori. La necessita' di una loro tutela - aggiunge Grasso - non e' sfuggita al Garante, il quale opportunamente, oltre alla costante attivita' di vigilanza, ha sottolineato l'importanza di un'opera di adeguata preparazione ed educazione dei ragazzi, anche con il coinvolgimento delle scuole, e delle famiglie - che spesso hanno meno strumenti dei loro figli nel valutare pregi e rischi dell'uso della rete - affinche' vengano messi in guardia dei pericoli che si nascondono nella distribuzione di informazioni, foto e video personali. Una corretta educazione su questi punti e' l'unica strada per evitare un dibattito ormai stantio e spesso mal posto''.

''Dal punto di vista collettivo invece, a complicare il quadro bisogna ricordare che esistono anche altri diritti, non meno fondamentali e garantiti dalla nostra Carta Costituzionale, che con il diritto alla riservatezza devono essere contemperati e correttamente bilanciati. Possiamo ad esempio citare il delicato rapporto tra la privacy e la tutela della sicurezza pubblica, soprattutto riguardo la videosorveglianza; il tema spinoso del trattamento dei dati personali per finalita' di intelligence, salito agli onori delle cronache mondiali a seguito del cosiddetto datagate americano; il trattamento dei dati sanitari, specialmente in caso di malattie di rilevanza sociale, che non deve ledere mai la dignita' del malato. Vi sono poi aspetti che riguardano la cooperazione internazionale - prosegue la seconda carica dello Stato - e il limite oltre il quale l'individuazione del soggetto vale piu' del diritto alla riservatezza: questa considerazione si basa sulla mia esperienza passata. Da Procuratore nazionale antimafia ho piu' volte provato la frustrazione di veder bloccate indagini importanti e ribadito quanto sia necessario procedere con accordi internazionali per facilitare, in caso di reati acclarati, l'individuazione dei colpevoli. Deve valere per internet quanto vale, ad esempio, per il mondo finanziario: come siamo chiamati a contrastare i ''paradisi fiscali'' e il segreto bancario in caso di reati economici dobbiamo contrastare i ''paradisi virtuali'' dove risiedono server che non consentono la rintracciabilita', o la rendono estremamente difficile, di chi ha commesso crimini perseguibili dal nostro ordinamento''.

com/vlm (segue)

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