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pubblicato il 02/mag/2012 07:15

Primo maggio/ Napolitano: lavoro a giovani.Sindacati:Monti cambi

Rigore assoluto sui conti; Fornero difende la riforma

Primo maggio/ Napolitano: lavoro a giovani.Sindacati:Monti cambi

Roma, 2 mag. (askanews) - Preoccupato e teso il Primo maggio che è andato in scena in tutta Italia e che ha riproposto uno dopo l'altro i temi dell'agenda politica: dalla riforma del mercato del lavoro, alla piaga della disoccupazione giovanile, alle responsabilità della politica e dei partiti. Nessuna riflessione di maniera, da giorno di festa, ma questioni aperte e dolorose. Lo sa bene il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che al Quirinale ha ospitato il premier Mario Monti e diversi ministri - in primis Elsa Fornero che non ha perso l'occasione per difendere la sua riforma - e che ha ricordato "il presente duro che l'Italia sta vivendo", i "tempi difficili e di crisi" senza però cedere al pessimismo. Servono, infatti, "fiducia" e determinazione per il Capo dello Stato, rigore assoluto nel perseguire il pareggio di bilancio "ora prescritto e regolato dalla Costituzione" e impegno per la crescita e soprattutto per dare occupazione ai giovani. Per Napolitano "non c'è alternativa al proseguire con intatta determinazione nell'impegno per il pareggio di bilancio e per un deciso, sistematico abbattimento del debito accumulato nei decenni trascorsi" e "non c'è alternativa all'attuazione di riforme strutturali". Come quella del lavoro per la quale il presidente ha auspicato "la sollecita definizione" invitando "le forze politiche che sorreggono il governo Monti a dare nuova prova" di responsabilità. Insomma - è il ragionamento di Napolitano - non sono ammissibili "arroccamenti"sulle conquiste del passato. Non sono mancati un paio di messaggi per il governo a risolvere la questione degli esodati e i "clamorosi" ritardi dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni alle imprese. Pomo della discordia, quest'ultimo, tra il governo Monti e il Pdl che, con il segretario Angelino Alfano, ha proposto una "compensazione" per gli imprenditori che sono al tempo stesso debitori e creditori dello Stato. (Segue)

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