mercoledì 22 febbraio | 05:03
pubblicato il 23/ott/2012 21:45

Primarie/ Scontro sempre più teso, aumentano timori tenuta Pd

Il rischio del paradosso in un partito che cresce nei sondaggi

Primarie/ Scontro sempre più teso, aumentano timori tenuta Pd

Roma, 23 ott. (askanews) - Lo scontro è sempre più duro nel Pd e il ricorso al garante della Privacy annunciato dai renziani segna un salto di qualità che non può non preoccupare. "Siamo alle carte bollate", diceva oggi un membro della direzione del partito alla Camera. Il timore, condiviso da molti, è di ritrovarsi in un paradosso, quello di un Pd che cresce nei sondaggi e che, però, rischia di implodere alle primarie, tra beghe sulle regole, rottamazioni e spinte centrifughe sulla linea politica. Il passo indietro di Massimo D'Alema non è stato indolore e alcuni giornali nei giorni scorsi riportavano un possibile progetto 'scissionista a sinistra' dell'ex premier. In realtà D'Alema, chiacchierando con qualche deputato, ha regalato una delle sue celebri battute di fronte all'ipotesi di una vittoria di Renzi: "Se succede vado con la lista Monti". Solo sarcasmo, ovviamente, ma sufficiente a far capire che l'ex ministro degli Esteri guarda semmai all'asse con i centristi, suo pallino da anni. Altri, invece, attribuiscono proprio a Renzi i progetti di rottura: "Se lo scrivete negherà, ma è chiaro che lui non può stare in un partito che gli chiude il 'recinto' con le regole delle primarie". Sfruttando la notorietà ottenuta in questi mesi, secondo questa teoria, Renzi potrebbe 'rompere' proprio alle primarie, con la scusa delle regole, e presentare una propria lista o, più probabilmente, aggregandosi alla 'lista per l'Italia' in gestazione al centro. Ipotesi che, va detto, non arrivano dal fronte renziano, ma da quello 'montiano' e dalemiano del partito e, dunque, da prendere per 'boatos' da verificare. Così come da verificare sono i propositi scissionisti di un Giuseppe Fioroni. Anche l'ex ministro dell'Istruzione è assai in fermeno e non passa giorno senza che attacchi Nichi Vendola. Nei giorni scorsi ha annunciato il suo sostegno a Bersani, ma un sostegno "condizionato", che lascia aperta la porta ad altre decisioni: "Siamo con Bersani, ma deve garantire l'alleanza con i moderati". Peccato che Bersani al momento abbia scelto l'asse preferenziale con Vendola e che i moderati non vogliano saperne di fare da 'ruota di scorta' a Pd-Sel. Raccontano che Fioroni abbia detto ad alcuni dei suoi che tra il primo e il secondo turno Bersani dovrà chiarire su questo punto, altrimenti qualunque scelta è possibile. Alla fine, il dato comune di tutti questi 'rumors', più o meno credibili che siano, è uno solo: il paradosso di un partito che gli ultimi sondaggi danno al 30% e, però, considerato assai fragile da molti dei suoi principali dirigenti.

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