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pubblicato il 07/nov/2012 21:35

Primarie Pdl/ Si tratta su bozza,a rischio delegati modello Usa

Forse raccolta firme on line. Si attende data avvio consultazione

Primarie Pdl/ Si tratta su bozza,a rischio delegati modello Usa

Roma, 7 nov. (askanews) - Restano ancora sul tavolo i nodi che il Pdl è chiamato a sciogliere prima di varare le regole per le primarie del partito. Non è bastato, infatti, l'incontro del tavolo delle regole che si è tenuto questa sera a via dell'Umiltà: i delegati si incontreranno nuovamente e per ben due volte domattina e ratificheranno il testo nel corso di un ufficio di presidenza previsto per le 14.30. Il principale dubbio riguarda la modalità di elezione del candidato premier del Pdl: si sta ancora ragionando sulla possibilità di eleggere a livello territoriale i delegati che parteciperanno a una convention finale per votare il leader. L'alternativa a questo sistema 'americano' è quello di prevedere invece una sorta di suffragio diretto - una testa, un voto - con il quale scegliere il candidato premier. Certo è, invece, che le primarie non si terranno in un solo giorno, bensì con assemblee provinciali o regionali (anche su questo manca la definitiva decisione) da svolgere ogni weekend nell'arco di quattro settimane. Una modalità che consentirebbe una più vasta mobilitazione, ma anche una minore pressione mediatica sui numeri della consultazione, soprattutto se paragonati a quelli previsti per le primarie del Pd. Altro nodo da sciogliere, non irrilevante, riguarda la data di avvio di queste consultazioni. Si discute sulla possibilità che le prime assemblee si tengano il 15 dicembre: in questo caso si concluderebbero entro il 15 gennaio, con conseguente convention finale da organizzare presumibilmente a fine gennaio. Il tavolo delle regole sarà inoltre chiamato a decidere sulla modalità di presentazione delle candidature: non è ancora deciso il termine ultimo per presentarle, così come resta in bilico la soglia di 10mila firme, proposta in un primo momento come tetto minimo. C'è inoltre chi spinge per consentire che la raccolta delle firme avvenga anche on line, un sistema certificato ma che agevolerebbe i candidati che non possono contare su un radicamento territoriale forte.

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