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pubblicato il 19/dic/2014 16:25

Pressing su Fitto per candidatura Puglia. Ma lui: non esiste

Toti e Matteoli insistono. E l'eurodeputato rilancia le primarie

Pressing su Fitto per candidatura Puglia. Ma lui: non esiste

Roma, 19 dic. (askanews) - Un no, evidentemente, non era bastato. Continua il pressing dei vertici di Forza Italia su Raffaele Fitto affinché accetti la candidatura a governatore della Puglia. E così l'europarlamentare azzurro, che già qualche giorno fa aveva rispedito l'invito al mittente, oggi è costretto a tornare sulla questione. Lo fa con una lettera a Silvio Berlusconi, in cui ribadisce il suo no e rilancia la battaglia a favore delle primarie. "Ho il dovere, una volta per tutte, di ribadire pubblicamente - scrive Fitto - quello che ti ho già più volte spiegato in privato: la mia ricandidatura in Puglia non c'è e non ci sarà. Dunque, perché continuare con balletti senza costrutto?".

I balletti a cui si riferisce sono, appunto, le dichiarazioni di esponenti di Forza Italia che lo spingono a cambiare idea. Come ha fatto ieri Giovanni Toti in una intervista o, ancora oggi, Altero Matteoli in una dichiarazione. "Restiamo convinti - dice quest'ultimo - che in Puglia, Raffaele Fitto sia il nostro miglior candidato possibile per battere la sinistra e Michele Emiliano".

Uno scontro che, come è evidente, ha sì a che fare con il problema Regionali ma ancora di più con le tensioni interne a Forza Italia. Fitto, che ieri ha riunito i 'suoi' 40 parlamentari, continua chiedere al Cavaliere di rifondare il partito. E' lui stesso nella lettera a invitare l'ex premier a evitare "esercizi tattici" e a ironizzare sui suoi "così saggi consiglieri".

Un tono ironico che si percepisce anche in un altro passaggio della missiva. "Caro presidente, non posso privarmi (e privarti) - scrive - del piacere e della responsabilità di contribuire (ovviamente senza ruoli e senza nomine, ma attraverso l'iniziativa politica) al rilancio nazionale del centrodestra italiano, dopo gli errori di questi mesi, che rischiano di renderci irrilevanti".

Silvio Berlusconi, in realtà, è sempre più insofferente verso l'europarlamentare sebbene la situazione imponga la ricerca di una mediazione: il Cavaliere sa che ha bisogno di poter contare sull'unità dei gruppi parlamentari se vuole contare nella scelta del successore di Napolitano. Pol/Bac

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