lunedì 05 dicembre | 14:29
pubblicato il 18/ott/2012 21:00

Ppe/ Alfano-Casini, pranzo e volo insieme,ma intesa non decolla

E ieri segretario: Finché Cav non decide non possiamo fare nulla

Ppe/ Alfano-Casini, pranzo e volo insieme,ma intesa non decolla

Bucarest, 18 ott. (askanews) - Nello strano e finora poco produttivo rapporto tra Pier Ferdinando Casini e Angelino Alfano c'è di più e nello stesso tempo di meno di quanto appare prendendo nota delle loro pubbliche dichiarazioni. Di più, perché il leader dell'Udc e il segretario del Pdl sentono il bisogno di incontrarsi nottetempo, in un hotel di Bucarest, dopo un'intera giornata spesa ieri per il congresso del Ppe. Di meno, perché le mosse dell'ex presidente della Camera sono consigliate da uno spiccato spirito tattico e poggiano su un presupposto al momento intangibile: allearsi con il Pdl non conviene. Casini, da navigato tessitore di trame multiple, anche a Bucarest non resta con le mani in mano. Ricorda a tutti che non si possono sanare divisioni "di anni e anni con due soli giorni di congresso", né si può ricorrere a "giochi di prestigio o trasformismi" per unire ciò che Silvio ha diviso. Epperò il leader centrista, in una pausa dei lavori e dopo il colloquio della scorsa notte, conversa fitto fitto con Angelino, quasi lo chiude in un angolo e pronuncia frasi solo in parte carpite dai cronisti. Ragionamenti che raccontano un film con una trama non scontata: "Limitiamoci a parlare di Europa", si accalora Casini. Una strategia comunicativa che trova immediata conferma negli interventi pubblici di entrambi: "Sulle politiche europee abbiamo aperto una riflessione comune forte". E il tutto culmina in un pranzo fra i due, dopo il congresso. Poi Angelino e Pier viaggiano sullo stesso aereo, insieme a una nutritissima delegazione di parlamentari. Ma Casini, a parte un rapido saluto e una battuta con l'ex Guardasigilli, si dedica soprattutto a Mastella, con il quale conversa per tutto il volo. Concordare sulla lettura del rigore tedesco e dividersi sulla prospettiva del Monti bis è come trovarsi d'accordo sull'antipasto e litigare sul resto del menù. Ma questo passo del gambero in fondo risponde all'esigenza di Casini: chiudere la porta a Berlusconi senza caricarsi sulle spalle tutto il fardello della frattura, lasciando invece che il Pdl imploda per poi casomai raccoglierne alcuni frammenti o piccole realtà non direttamente riconducibili al Cavaliere. Alfano non si sottrae al gioco, vista l'impraticabilità di altri percorsi, e sceglie di ricalcare quasi letteralmente le dichiarazioni pubbliche di Pier. Un modo per marcare stretto il mondo centrista e per non trattare da una posizione svantaggiata. Ma parte della difficoltà della sfida l'ha confidata ieri sera, al termine della cena con i big del popolarsimo europeo (alla quale era presente anche Casini), parlando all'intera delegazione Pdl. Parole riferite che rispondono a questo ragionamento: "Noi scendiamo di giorno in giorno mentre sale perfino la Destra di Storace. Leggendo i giornali sembra che tutti qui snobbino Berlusconi. Eppure, anche stasera tutti mi chiedevano di lui. Io voglio attuare un forte rinnovamento nel partito, forse cambieremo anche il nome e il simbolo. Ma la verità è che finché il Presidente non decide cosa fare, noi non possiamo fare nulla". Sconsolata presa d'atto della prima incognita da cui molto dipenderà, almeno per quanto riguarda la classe dirigente di via dell'Umiltà. Quanto a Casini, il dialogo secondo Alfano prosegue ma, è stata la fotografia offerta al gruppo di parlamentari Pdl riuniti, "lui non si fida fino in fondo". Forse a causa dell'imprevedibilità del Cav, secondo la lettura più accreditata. Si incontrano di nuovo sul volo Bucarest-Roma, Pier e Angelino. Ancora saluti. Non può essere diversamente, si frequentano da tempo e poi, come sostiene con un sorriso una parlamentare a Bucarest, "sono due democristiani". Eppure i parlamentari presenti sono scettici sull'esito della trattativa. Dubbi che uno di loro, dopo aver visto Alfano a colloquio con Mastella, condensa in una battuta: "Eravamo partiti a Bucarest con l'obiettivo di conquistare Casini, ce ne torniamo forti dell'alleanza con l'Udeur?".

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