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pubblicato il 29/lug/2014 11:55

Porto Marghera: Zaia scrive a Renzi, accordi siano rispettati

(ASCA) - Venezia, 29 lug 2014 - ''Chiedo un forte impegno del Governo affinche' tutti gli accordi siano rispettati. Al contempo, l'amministrazione regionale che io rappresento continuera' a seguire con estrema attenzione la vicenda in modo che sia garantito il raggiungimento delle finalita' che inizialmente si erano proposte''. Cosi' si conclude la lettera che il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha inviato al premier Renzi in merito alla situazione industriale di Porto Marghera.

''E' con grande disappunto - scrive Zaia nella lettera - che constato il mancato rispetto dell'accordo del 16 aprile 2012 tra il Ministero dell'Ambiente, il Ministero delle Infrastrutture, il Magistrato delle Acque di Venezia, la Regione del Veneto, la Provincia di Venezia, il Comune di Venezia e l'Autorita' Portuale di Venezia relativo alla definizione di un Programma per la bonifica e la riqualificazione ambientale del Sito di interesse nazionale di Venezia-Porto Marghera e aree limitrofe''.

Il governatore ricorda come ''Tutta la comunita' veneta aveva accolto con viva soddisfazione questo accordo, che, oltre alla salvaguardia ambientale, avrebbe dovuto portare nuovi investimenti e anche ad un aumento dell'occupazione. In attuazione di questo Programma, Eni ha assunto con le parti sociali impegni relativi alla riconversione di Versalis e della Raffineria di Porto Marghera, che dovrebbero portare gli attesi investimenti e l'auspicata riconversione ad una 'chimica verde' e green refining''. ''Tuttavia, in questi giorni - osserva Zaia - Eni annuncia un radicale mutamento nella propria strategia industriale, dovuta alla crisi del settore, e quindi la completa vanificazione anche di questi impegni. A tale proposito ricordo, tra l'altro, che l' area di Porto Marghera e' stata dichiarata area di crisi complessa con il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 5 maggio 2011 proprio in ragione della necessita' di avviare misure urgenti per la riconversione dell'area. Sono a rischio 2500 posti di lavoro - conclude il governatore - anche per il venir meno dei sistemi di servizio e di supporto, conseguenza non accettabile per la comunita' veneta''.

fdm/sam/

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