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pubblicato il 20/set/2013 18:20

Politica coesione: Doxa, la conosce meno della meta' degli italiani

(ASCA) - Roma, 20 set - Il 45,1% degli italiani dichiara di conoscere la politica di coesione, mentre l'80,9% e' a conoscenza che l'Italia o la Regione in cui vivono ricevono fondi dall'Unione europea per lo sviluppo del territorio. Il 54,4% possiede informazioni piu' specifiche affermando di aver sentito parlare dei fondi strutturali. In questo ambito i piu' informati risultano gli abitanti del Friuli Venezia Giulia (69,8), seguiti da quelli del Molise (69,1) e della Sardegna (67,1%). Sono questi alcuni dei dati che emergono dall'indagine commissionata all'istituto Doxa dal Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica del Ministerro dello Sviluppo economico per verificare il grado di conoscenza della politica di coesione da parte del grande pubblico, dei beneficiari dei fondi strutturali e delle istituzioni. Come vengono utilizzati e cosa finanziano i fondi Ue e' noto solo al 51,3% ma gli abitanti delle regioni che rientrano nell'Obiettivo Convergenza (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia) ne sa un po' di piu' (54,1%) soprattutto i pugliesi (56,3%) a fronte del 49,5% del Nord Ovest, il 50% del Nord Est e il 50,8% del Centro. Circa il 62% degli intervistati ha acquisito queste informazioni tramite la TV, il 37,7% dalla stampa e il 29,1% dalla rete, canale questo costantemente in crescita e ritenuto tra gli altri il piu' adeguato.

Tra gli intervistati sono i giovani a dichiararsi meno informati e, tra questi, soprattutto le donne. La fascia d'eta' tra i 45 e i 70 anni risulta invece piu' informata, in merito sia alle opportunita' genericamente offerte attraverso i Fondi sia a specifici interventi attuati sul territorio.

Relativamente alla qualita' dell'informazione ricevuta, la ricerca ha permesso di rilevare un sostanziale equilibrio tra chi e' soddisfatto, circa il 56% degli intervistati e chi non lo e', con un dato pari al 44% del campione, con un approfondimento sulle cause di questa insoddisfazione.

Figurano, tra queste, la scarsa quantita' d'informazione, la sua mancanza di chiarezza e comprensibilita' e l'eccessiva tecnicita' espositiva.

red/mar

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