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pubblicato il 03/set/2016 10:22

Pizzarotti: correnti e dissenso represso logorano Movimento

"A Roma via il mini-direttorio e Raggi faccia sue scelte"

Pizzarotti: correnti e dissenso represso logorano Movimento

Roma, 3 set. (askanews) - "Le correnti stanno logorando il Movimento". A dirlo è il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, in una intervista a "La Repubblica".

"È evidente - sottolinea - che ci sono delle correnti e non è detto che sia una cosa negativa. È un fattore normale in una forza politica, però bisognerebbe saperlo gestire". Invece le correnti, secondo Pizzarotti, logorano il Movimento "perché vengono negate. Così com'è stato sempre negato, e proibito, il dissenso. E perché non si è mai voluto fare quel meet up nazionale che darebbe la possibilità di parlarne apertamente. Sono stati inventati tanti nomi: i talebani, gli ortodossi, i pragmatici. Perché dobbiamo negare che esistono delle differenze su come va portato avanti il Movimento? Perché non incontrarci e decidere quali idee far prevalere, che mediazioni trovare?"

A Roma, sostiene il sindaco di Parma, "ci sono pressioni esterne alla giunta e al consiglio che impediscono di fare le cose. Se non c'è stata alcuna vera delibera è perché si sta ancora lavorando sulla struttura e su cosa c'è da fare". A proposito del "caso" delle nomine, Pizzarotti si chiede: "Il tema è: chi ha nominato quelle persone? Se la sindaca non aveva fiducia in loro, e da quel che leggo mi pare non ne avesse, perché erano lì? Quando vivi i tuoi collaboratori come un corpo estraneo è normale che tu poi ci discuta e che vadano via. Il problema è quello che dico da tempo: bisognava costruire una classe dirigente, ma non abbiamo voluto farlo".

Il consiglio di Pizzarotti a Virginia Raggi è: "Scelga lei le persone, ma sia in grado di spiegare quelle scelte. Prima di tutto al Consiglio. Alla sua maggioranza. Non sono i Di Maio, le Taverna, gli attivisti a votarle le delibere". E poi il mini-direttorio dovrebbe essere abolito: "L'ho sempre pensato. Dicevano dovesse aiutare in base alle competenze, ma sono persone che non hanno mai amministrato nulla e l'impressione è che siano lì per controllare e ammonire".

Nel frattempo Pizzarotti è sospeso dal Movimento dal 13 maggio, ma sul suo futuro non ha ancora preso una decisione. "Non lo so ancora. In una trasmissione televisiva Luigi Di Maio aveva detto che non sarebbe stato serio far passare più di 60 giorni. Ne sono passati 100, lui e gli altri nel frattempo hanno visto Grillo più di una volta, mi sembra assurdo che dicano che non stanno seguendo la cosa. Semplicemente - conclude - ancora una volta, non sono all'altezza della situazione e del ruolo che si sono ritagliati".

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